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Dai fallo

Dai fallo.
Dalla mie labbra escono solo queste parole, questo messaggio in codice di cui avevamo parlato qualche giorno prima al telefono.
Sento la tua bocca muoversi, la tua testa contorcersi intorno al mio sesso. Sei divertita e confusa, ma non riesci a staccarti da li.
Lecchi, succhi, pompi aiutandoti con la mano... con l'altra giochi con le mie palle, le massaggi e le tasti, con maestria, leggiadria e con delicatezza... il mio membro si irrigidisce sempre di più, lo sento ingrandirsi nella tua bocca e sento dei versi di piacere mentre continui il tuo lavoro di godimento.
Dai fallo.
Lo hai sentito bene ora, e ti stacchi da lui continuando a masturbarmi sempre più veloce, sempre più eccitata. Ti volti e mi chiedi di ripeterlo ancora "dai fallo fallo, dai ti prego fallo..." "Si lo faccio per te" e nel mentre mi infili tutto l'indice nel sedere.
Ora mi masturbi, mi lecchi i testicoli e mi penetri con un dito nell'ano.
Non pensavi che te l'avrei chiesto, non pensavi che per me fosse la prima volta, ma non c'hai pensato su due volte e hai cominciato a penetrarmi e leccarmi il buchino.
Mi sentivo riempito e godevo. Sentivo il solleticare della tua lingua sull'ano e il piacere d'essere deflorato con un tuo dito. Mi sentivo tuo, mi sentivo te dentro e ora capisco come ci si sente ad essere "presi".
Il tuo lavoro, mano, dito, lingua è continuato, ma per me, oggi, ci sei solo tu.
Mi sposto, mi levo sentendo il tuo disappunto, sentendo la tua voglia di assaporarmi fino in fondo, sentendo il mio sapore, d'altronde fino a poco prima ti ho assaggiata solo io...
Eh si, fino a poco prima eravamo li sdraiati sul divano a parlare del più e del meno, fino a quando ti ho fatto un piccolo massaggio sulle tempie, sulle spalle e t'ho abbracciata da dietro. Nel fare questo movimento te ho sfiorato un seno, rotondo, piccolo ma preciso da stare in mano, di quelli che sono precisi per le coppe di champagne... Li forse è scattato qualcosa in me e, forse, anche in te...
I nostri sguardi sono stati diversi, più intensi, le nostre voci decisamente più basse, più sussurrate. Sembrava che ci conoscessimo da una vita, che fossimo stati sempre insieme, invece era il nostro primo appuntamento, la prima volta che stavamo da soli. Una carezza sulle gote, a rincuorarti, a sincerarti che non ti avrei mai fatto del male, che non avrei voluto fare cose che a te non sarebbero andate. La tua mano che sfiorava e accarezzava il mio braccio, in cerca di sicurezza, in cerca di affetto sincero. La mia mano è andata dietro il tuo collo, mi sono sporto e avvicinato alle tue labbra, solo avvicinato, poi insieme abbiamo fatto il resto. Il contatto, il bacio... lungo delicato, passionale, mordicchiato e succhiato.
Cazzo.
Mi piace come baci, mi piace il tuo sapore. Per quanto ci siamo baciati? Mi è sembrata un'eternità, e avrei voluto continuare a farlo. Ti sei alzata e ci siamo abbracciati e abbiamo continuato a baciarci, con le nostre mani che esploravano ognuna il corpo dell'altra. Spalle, braccia, gambe, collo, testa. Mani senza meta e senza fine, che correvano alla ricerca di un non so che, di tempi andati, di cose da sognare, di momenti da ricordare.

 

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