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Io e mio fratello Jason abbiamo avuto sempre un rapporto molto intimo, particolare. Ci siamo sempre raccontati ogni cosa. Non credo sia una cosa usuale.
Siamo cresciuti insieme condividendo gioie e dolori della vita.
Mio fratello è alto, biondo e ha degli splendidi occhi azzurri. Ha 20 anni, frequenta l'università.
Viviamo insieme in una casa di proprietà dei nostri genitori. Da quest'anno, condividiamo l'appartamento con Sonia, una mia compagna e amica per la pelle. Ormai, vive durante la settimana qui da noi.
Ultimamente non va molto d'accordo con sua madre e quindi il fatto che la scuola sia lontana da dove vive ha facilitato le cose.
La casa ce la gestiamo noi. E' piccola ma per noi va bene. C'è un cucinino, un bagno, un ripostiglio e due camere, una dove dormiamo io e Sonia e l'altra sarebbe per mio fratello. In realtà però, nonostante sia più grossa, ora che mio fratello frequenta l'università, è spesso vuota.
Era l'ex camera dei miei, quindi è arredata con gusto adulto. C'è un grande letto matrimoniale, un grande armadio 4 stagioni, 2 comodini, un scrittoio e diverse sedie stile ottocento. Una cosa m'ha sempre colpito: nella stanza dei miei ci sono specchi ovunque. All'inizio, credevo per vanità (mia madre è molto vanitosa), in seguito ho poi capito che questa mania ha ben altri scopi. Gli specchi puntano tutti in direzione letto... Non so se ho reso l'idea.
Jason, come dicevo, la usa poco perché è sempre via, praticamente da quando Sonia abita qui, lui non ci ha più messo piede. Probabilmente, vive con qualche nuova ragazza.
Sì, mio fratello cambia spesso ragazza, soprattutto in questo periodo.
Non è un donnaiolo ma, si sa, all'università ci sono parecchie giovani donne in cerca d'avventure. Perché non approfittarne? Quel giorno, Jason mi telefonò dicendomi che sarebbe passato a trovarmi: "Poverina, tutta sola a casa. Vengo a tenerti compagnia. C'è l'appello di marzo. Quindi non devo più seguire le lezioni. Ho un sacco di cose da raccontarti. Arriverò per ora di cena, passò a prendere 2 pizze, va bene?".
Non gli dissi nulla di Sonia. Pensavo si ingelosisse o che magari rinunciasse a venire. L'avrebbe poi conosciuta una volta arrivato qui.
Lo nascosi anche a Sonia, sarebbe stata una sorpresa anche per lei.
Quella sera, qualcuno suonò alla porta. Eravamo vestite da casa, un po' scosciate ma comunque presentabili. Io indossavo degli shorts gialli, un po' bruttini ma molto comodi, una maglietta bianca anonima e dei sandali. Sonia aveva una gonna blu, leggera molto corta, una canottiera bianca con le spalline sottili e una scritta rossa "Love me, I'm yours" con disegnato un grosso cuore. Era senza reggiseno, come me del resto... ci piace stare libere. Sonia stava leggendo sul divano una rivista per adolescenti. Era sdraiata, come sempre, un po' svaccata, quindi ero in grado di dire con certezza che quella sera stesse indossando un paio di mutandine bianche con degli orsetti.
Dopotutto avevamo 15 anni, era normale.
Il campanello ci fece sobbalzare e Sonia si trovò seduta, mi guardò con aria interrogativa ed io, facendo finta di nulla, alzai le spalle e andai ad aprire.
Apparve Jason, bello come il sole, vestito casual con un paio di pantaloni beige e una camicia blu elettrico vistosamente sbottonata.
Gli saltai al collo, abbracciandolo con passione. Ero contentissima di rivederlo.
"Entra!" gli dissi. "Ti devo presentare una mia compagna".
Sonia balzò in piedi e s'avvicinò alla porta. Jason fece un passo, le prese la mano e gliela baciò da vero gentiluomo. Sonia arrossì in volto: "Piacere, Sonia!".
"Jason! Il piacere è tutto mio" disse. "Cindy ti avrà sicuramente parlato di me, spero...". Mi lanciò un'occhiataccia e io, per tutta risposta, gli feci la lingua.
"S... sì" balbettò la mia amica. "Non pensavo però che fossi così bello..." aggiunse, sbirciando i pettorali abbronzati di mio fratello.
"Bene!" dissi. "Il ghiaccio è rotto. Possiamo accomodarci, vero? Jason e le pizze?".
"Ah, già! Per la fretta, le ho lasciate sotto. Vado a prenderle, sorellina. A dopo!" ed uscì.
Appena la porta si richiuse, guardai Sonia: "Allora? Che te ne pare? Non è un amore?" le chiesi.
"E' stupendo! Ma quanti anni ha?" mi domandò.
"20, te l'ho già detto!" la rimproverai.
"E' vero! Scusa, ma non capisco più nulla" poi arrossì. "Perché non mi hai detto che sarebbe venuto? Mi sarei vestita un po' meglio!!".
"Vai benissimo così. E poi, è solo mio fratello!".
Sonia arrossì improvvisamente di nuovo: "Torno subito".
Si diresse verso il bagno. La seguii con lo sguardo. Quando chiuse la porta, corsi a guardare. Spiai dal buco della serratura. Come tutti i bagni costruiti in epoca non recente, anche il nostro aveva il wc di fronte alla porta. Arrivai in tempo per vederla alzarsi la gonnellina.
Aveva una macchiolina scura al centro delle mutandine... Incredibile! Solo alla vista di mio fratello s'era già bagnata. Ci sarebbe stato da divertirsi quella sera...
Sonia rimase un po' sovrappensiero, poi velocemente si abbassò le mutandine facendole scivolare lungo le gambe. Alzò un piede, poi l'altro e le raccolse. Chiudendo gli occhi, le annusò e le gambe le cedettero. Non credetti ai miei occhi: Sonia mise le mutandine nel cesto della biancheria sporca, si aggiustò un po' la gonna e andò davanti allo specchio a darsi una ravvivata ai capelli.
Il campanello mi spaventò di nuovo. Mi diedi un contegno e andai ad aprire. Jason entrò con tre pizze profumate. "Treee?" spalancai gli occhi incuriosita.
"Veramente pensavo che dividere una pizza ti avrebbe fatto piacere.
Ora, però questa pizza cade a fagiolo!" mio fratello mi fece l'occhiolino.
"Che intenzioni hai?" lo guardai di sbieco.
"Non ti preoccupare, sorellina. Voglio solo giocare un po'...".
Andai ad accedere il forno. La televisione era accesa su di un canale musicale. Iniziai ad apparecchiare la tavola, poi misi le pizze in piatto e andai a metterle in forno. Appena, mi girai vidi che Jason aveva spostato il suo piatto accanto a quello di Sonia.
"Ma Jason, hai sempre mangiato seduto a capotavola! Cos'è questa novità?" protestai.
"Sssh, silenzio! Lascia fare. Non interferire!" mi zittì.
In quel momento, Sonia tornò, lievemente truccata. Accidenti, che guaio. Non dovevo impicciarmi. Erano fatti suoi.
"Sedetevi a tavola" dissi io.
"Mancano i bicchieri" ribatté Sonia. "Li prendo io".
Prese i bicchieri sul lavabo. "Che buon profumino. Che pizza ha preso?" chiese chinandosi verso il forno acceso.
Mio fratello rispose prontamente: "Margherita, 4 stagioni e 4 form..." s'interruppe.
Mi girai e vidi Jason con i gli occhi sgranati e la bocca aperta.
Sonia chinandosi gli aveva fatto inavvertitamente vedere ciò che (non) aveva sotto la gonna. Inavvertitamente? Io non ci giurerei... Un sedere di una quindicenne è pur sempre un sedere da quindicenne, anche per mio fratello che sicuramente era abituato a ben altro.
"4 formaggi?" si tirò su. "Io adoro i 4 formaggi!".
"Bene! Tra pochi minuti saranno calde.". Presi dal frigo un po' di sottaceti e andammo a sederci a tavola.
"Buon appetito!".
Mio fratello attaccò subito discorso: "Che scuola fai?".
"Uff. Che palle! Con tutti i discorsi che si possono fare, proprio di scuola bisogna parlare!" pensai e così cominciai a seguire la TV.
Dopo un po' li guardai. L'atmosfera si era decisamente sciolta. Sonia parlava senza imbarazzo di questo e quell'argomento e s'era anche avvicinata un po' di più a lui. Io, praticamente non esistevo più.
Notai che la mano sinistra di mio fratello era finita sulla panca. Mi cadde inavvertitamente (?) il tovagliolo in terra e mi chinai per raccoglierlo. Guardai sotto il tavolo e vidi che Sonia lo aveva preso per mano.
Ora si guardavano negli occhi. Che carini.
Dopo qualche minuto, m'allontanai per andare al forno. Le pizze saranno quasi pronte. Leggendo sul cartone le istruzioni per la cottura, mi voltai.
Dalla mia posizione, vidi una cosa a cui stentavo a credere. Jason le stava già accarezzando la coscia destra. Continuai a guardare, facendo finta di leggere il tempo di cottura. Le fece scivolare la gonna verso l'alto e prese ad avanzare verso l'interno delle cosce.
Ehi, non perde tempo il fratellino! Sonia chiuse gli occhi, trattenne il respirò e divaricò leggermente le gambe. Non potevo crederci! La mia amica lo stava assecondando.
Aprii d'improvviso il forno: "Ecco sono pronte!".
Quando tornai a tavola, la situazione era tornata normale e la discussione riprese tranquilla. Mangiammo e chiacchierammo per un bel po' con la televisione sempre accesa. Quasi mi dimenticai del baccaglio in corso.
La mia attenzione si spostò sul programma televisivo. Ad un certo punto, nessuno parlò più. Eravamo tutti assorti davanti alla TV. Fu il momento della pubblicità e nel breve silenzio tra uno spot e l'altro, m'accorsi di un rumore strano, come se si fosse il rubinetto gocciolante.
Con la coda dell'occhio, vidi un inequivocabile movimento di mio fratello sotto il tavolo e allora compresi cosa fosse quello sciacquettio. Oddio! Jason la stava masturbando! Sentii distintamente anche il respiro affannoso di Sonia in una pausa.
Ad un tratto, mi alzai e andai in bagno prendendo una rivista.
Socchiusi la porta e stetti a guardare. I movimenti accelerarono improvvisamente. Le gambe di Sonia erano oscenamente aperte e vidi chiaramente che mio fratello la stava penetrando con ben due dita. Lei s'inarcò, alzando il sedere verso la sua mano. Stava per venire.
Decisi di prolungarle l'attesa, andai al wc e tirai l'acqua. Il rumore improvviso li fece trasalire. Uscii subito dal bagno e notai che, a parte il rossore sul viso di lei, lui era andato in cucina a cercare un cavatappi per aprirsi un birra.
Lo raggiunsi: "Come va?".
"Come previsto!", sorrise. "Senti sorellina, non lavare i piatti. Va' a dormire presto! Lasciami campo libero.".
"D'accordo" gli dissi. "Dopotutto, sono molto stanca ed inoltre sono già le dieci e mezza. OK, sparecchio la tavola e vado a dormire.".
"Grazie Cindy! Ti ricompenserò...", mi disse.
Un po' invidiavo Sonia. Non nascondo che mi sarebbe piaciuto farmi sbattere da mio fratello. Ma mi dovrà un favore un giorno...
Tornammo di là ed iniziammo a sparecchiare. Sonia guardava mio fratello con sguardo sognante.
"E' tardi Sonia, andiamo a letto" la svegliai dal torpore. "Domani è venerdì. Ci aspetta la scuola".
"Va bene" mi rispose.
Che strano! Non ero mai stata così persuasiva. In realtà, Sonia aveva ben altri progetti quella notte. Dopo essersi messa una camicia da notte, si lavò i denti e si mise a letto. Anch'io mi misi a letto, ma poco dopo la stanchezza prese il sopravvento e m'addormentai come un sasso.
Faceva parecchio caldo quella notte e verso le 11, andai in bagno.
Subito non ci feci molto caso. Ma dopo un po', sentii il cigolio del letto, allora andai alla porta e l'aprii leggermente. Vidi mio fratello sopra di lei. Sonia era sdraiata sul bordo del letto a gambe divaricate con un cuscino sotto il sedere e mio fratello in mezzo ad esse. Dalla mia posizione vidi che Sonia, con entrambe le mani, teneva aperte le grandi labbra della sua femminilità. "Prendimi... Sono pronta!" disse in un sospirò. Jason le mise le mani sui fianchi e l'avvicino ulteriormente al bordo del letto e lei appoggiò i gomiti dietro di sé sollevando il sedere per aiutarlo. Con due dita lui le aprì il sesso rivelandone l'interno lucido e bagnato dall'eccitazione, un fiore rosa appena dischiuso pronto a ricevere i suoi primi raggi di sole. Il pene di mio fratello, di dimensioni ragguardevoli, era già rigido. Lui lo prese con l'altra mano e lo puntò dritto verso quell'orchidea sbocciata. Passò più volte il glande lungo la vulva strofinandolo sul clitoride di Sonia e lei cominciò a gemere, roteando gli occhi all'indietro. Poi scese lungo l'apertura e lo posò all'ingresso di quel corpo ancora vergine. Trattenne il respiro ed iniziò ad entrare molto lentamente accompagnato dai mugolii di lei fino a che il suo glande fu completamente avvolto.
"Sonia, sei strettissima! Mi fermo un attimo, ok?", era la voce di mio fratello.
Attese che lei si abituasse all'invasione di quell'oggetto estraneo, ma tanto desiderato. Vedevo bene i glutei tonici di mio fratello irrigiditi dalla tensione. A quel punto, uscì molto lentamente dal corpo di Sonia la quale però, per timore che non volesse più entrare, lo artigliò con le proprie gambe e lo attirò con violenza dentro di sé, inconsapevole di quello che le sarebbe successo. Purtroppo mio fratello non fece in tempo ad avvertirla e a fermarla. Il suo pene fu spinto contro la sottile membrana dell'imene e la trafisse allargando le pareti virginali della sua vagina, ritrovandosi di colpo completamente immerso dentro di lei. Sonia cacciò un forte urlo di dolore che echeggiò in tutta la stanza, portando entrambe le mani sul petto di Jason. Subito dopo, se le portò al volto e cominciò a piangere.
"Oddio...", pianse di nuovo. "Che male". Si portò le mani verso il sesso, massaggiandosi la vulva per lenire il dolore.
"Mi dispiace tanto, Sonia. Non avrei voluto, ma tu...".
"Jason, esci da me... Ti prego! Sento troppo male" lo interruppe, soffocando i singhiozzi. Si asciugò le lacrime.
Così mio fratello, a malincuore, cominciò ad uscire sentendo la vagina della giovane richiudersi al suo passaggio. Questa operazione diede a Sonia le prime sensazioni di piacere e quindi lo fermò: "Aspetta! E' bello sentirti dentro. Rimani ancora un po'". Chiuse gli occhi cercando di rilassarsi. Alcune gocce di sangue caddero sul cuscino, altre presero a scendere dall'interno della vagina tracciando una linea rossa lungo il sedere.
Anche Jason le vide, ma non disse nulla. Rimase immobile con il pene rigido immerso fino a metà in lei. Le labbra esterne della sua vulva aderivano completamente al sesso di mio fratello come un guanto.
Rimasero fermi così per un tempo che parve lunghissimo.
Poi Sonia aprì gli occhi: "Dai, riproviamo...". Puntellandosi sui gomiti, si sollevò un poco in modo che l'angolo della penetrazione fosse più naturale.
Lui la prese per le natiche stringendo il suo morbido sederino e, spingendo, continuò a farsi strada dentro quella stretta fessura, dilatando nel suo avanzare la carne fremente del suo sesso.
Sonia, digrignando i denti e serrando le labbra, cercò di soffocare un lungo gemito, sospesa a metà tra il piacere ed il dolore durante la lunga e difficoltosa penetrazione di lui. Il suo membro eretto, ma purtroppo asciutto, spingeva in quella morsa calda, portandosi dentro anche le grandi labbra della vulva. La visione dalla mia posizione era perfetta. Vidi il pene di mio fratello entrare lentamente e profondamente nella sua vagina fino a che fu dentro in tutta la sua lunghezza.
Si fermò nuovamente: "Tutto bene?" le chiese. Si udì solo un flebile lamento. Jason cominciò ad uscire e notai che il suo pene ora si stava lubrificando con un copioso misto di umori vaginali e sangue. Il cuscino lì sotto ne era ormai intriso. Tornò ad entrare. Quando passò il punto critico, trattenne il respirò ancora un'altra volta e quindi affondò un po' più energicamente nel ventre della mia amica la quale ne accompagnò l'ingresso alzando il bacino. "Ooooh sìììì! Che belloooo! Continua, ti prego!". Era fatta. I suoi movimenti cominciarono ad essere via via più incalzanti. Sonia allacciò le gambe intorno a lui attirandolo nuovamente dentro di sé. Anche questa volta gridò, ma in preda all'inizio del primo orgasmo della sua vita.
Ritornai nella mia stanza per riposare, ma come avrei potuto prendere sonno? La testata del letto che sbatteva contro la parete dietro di me, le urla di piacere di Sonia. Mi parve persino di riuscire a sentire lo sciacquettio dei suoi umori. Tutto mi rimbombava nel cervello.
Ero così eccitata. Avevo appena visto mio fratello che stava scopando con la mia migliore amica. Non potevo dormire! Allora mi misi una mano nelle mutandine e mi masturbai godendo in silenzio ascoltando nell'altra stanza Sonia che veniva con me. Fecero l'amore per molto tempo quella notte. Persi il conto dei suoi e dei miei orgasmi.
L'aspettai ed, al suo ritorno, attesi che si addormentasse. Le alzai la camicia da notte... Dovevo sapere se mio fratello era venuto dentro di lei. Cazzo, l'aveva fatto! Spostai l'abat-jour in modo da vedere meglio.
Le grandi labbra di Sonia erano gonfie e rosse per la frizione e per la deflorazione appena subita. La vulva era ancora dilatata. Tutto sommato, aveva contenuto il pene di Jason per circa tre ore. Pulsava come se avesse ancora le contrazioni dell'orgasmo. Dalla rossa vagina le stava colando una grande quantità di sperma. Allungai la mano verso quell'apertura e ne raccolsi un po'. Con la stessa mano, mi masturbai e venni con un orgasmo senza precedenti, immaginando che mio fratello mi stesse riempiendo con il suo sperma.

 

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