Ania sta lì, sul letto sfatto.
Guarda la rosa sul cuscino.
E' ancora chiusa, con un gambo molto lungo e spine acute. A fianco, il
biglietto, che lui ha lasciato.
Così dice:
Splendida Ania. Mia principessa.
Sei ancora acerba, la tua bellezza sta sbocciando velocemente.
Ed io rimango a fissarla, ad attenderla, come una folgore.
Quando ti schiuderai del tutto, le tue spine saranno meno audaci,
ma sempre pungenti.
La tua pelle m'invita ad accogliere desiderio.
Delicata e vivace, come questi petali.
Ho quasi timore di odorarti. Ma potrei rimanere intrappolato
nella mia stessa paura di non farlo.
Non voglio rovinare tutto ora. Ora che darò sfogo al mio abbandono.
Ma tu sei bella Ania. Sei fuori dal comune. Sei attenta.
Non ti scapperà l'occasione di poter scegliere.
Ma una volta sola.
Quindi goditi questo attimo in cui fissi il mio dono sulla stoffa
che ancora ha il profumo del mio viso. Goditi questo rosso acerbo.
Perchè quando richiuderai gli occhi, per assopirti su quella carezza,
ti ritroverai presto nel momento di schiuderli di nuovo...
a desiderare lo schiaffo delle sue spine.
Ania fissa i petali di quel fiore assopito.
Le sembra che dorma.
Si sporge in avanti per odorarlo. E non s'accorge che trema. Ricalca quelle
parole, le desidera vere.
Con un gesto istintivo, si passa una mano tra le cosce.
Si sente bagnata, immagina ancora il suo cazzo a penetrarla.
Si porta le dita alla bocca. Le lecca mentre le narici catturano il suo
odore. Ed infine accarezza la rosa, le dona la sua essenza, rendendola
ancora più lucida.
Dall'apice del gambo, percorre la corposità delle sue forme, arrivandone in
cima.
Ora s'immagina un bacio delicato, uno sfiorare leggero di labbra.
Poi con un dito, forza quei petali accoccolati uno sull'altro e ne viola l'
intimità. Entra nel cuore di quel rosso acerbo, che man mano diventa
maturo...lentamente, mentre le sue palpebre si abbassano ed il bacio
delicato ora è una lingua che le scopa la bocca. |