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Desiderio sessuale

Entro nel locale.
Saluto Max, iniziando ad assaporare quel profumo di muschio che mi fa impazzire.
Il suo sorriso mi fa risplendere gli occhi...vuol dire che sono già arrivati.
Penombra e luci ambrate mi imprigionano nel contatto di quell'atmosfera calda ed accogliente.
Ora posso finalmente staccare la spina, perdermi nelle mie voglie.
Mi sento particolarmente bella...bella e puttana.
Oramai conosco la strada, non ci vengo troppo spesso ma quel tanto che basta per godere di momenti unici ed eccitantissimi.
Mi conoscono bene, penso proprio che si siano affezionati a me e, come una bambina da coccolare, mi viziano spesso e volentieri.
Max mi riserva sempre la saletta più bella, quella piccola con la tappezzeria all'inglese, un bel tavolo ed una credenza in legno massello, un grosso divano in alcantara ed un tappeto morbidissimo adagiato sul palchetto.
Entro.
"Sade" in sottofondo e lume di candela.
Li vedo. Sono seduti sul divano e chiacchierano, scambiandosi sorrisi carichi di desiderio.
Desiderio di me...del corpo che tra poco stringeranno tra le loro braccia, del profumo che respireranno, dei battiti impazziti dentro ai loro petti, della pelle tra le loro mani, della mia bocca nella loro...intorno ai loro sessi.
Mi vedono.
Per un attimo rimangono ammutoliti. Mi scorrono velocemente con lo sguardo quasi a voler cercare qualcosa fuori posto. Ma il loro stupore non sta nel fatto di aver scorto qualche anomalia in me ma piuttosto nel ritrovarmi così sfacciatamente bella e audace davanti ai loro grandi occhi.
Finalmente mi sorridono e mi fanno cenno di sedere .
Sulla tavola tre splendide rose rosse. La nostra unione, il nostro desiderio...la nostra passione.
I minuti iniziano a scorrere, come un vento caldo che si affaccia sui nostri corpi e li accarezza.
Una cena leggera, sfiziosa, piccoli bocconi che entrano piano nelle nostre bocche ed al contatto con la lingua, si nascondono insieme ai sapori dell'oblio.
I loro sguardi si incrociano per poi scivolare violentemente sulle mie forme, sulle mie sfumature.
Carne e colore...un misto di perle e vulcano, poli opposti di sensi e potere.
Sorseggio il vino.
Ho sempre temuto il suo effetto ma, in questi momenti, mi lascio andare alle onde che contornano il bicchiere, naufragando su lidi inesplorati ed avidi della mia illucidità.
La musica mi sta entrando nel sangue, talmente in fretta quanto quel liquido leggermente frizzante permette ai miei sensi di ondeggiare come se fossi una farfalla ubriaca . Eterea, in un azzurro antico.
Esprimo tutta la mia gioia...di essere lì, di guardarli, di gustare i loro occhi. Sì, esprimo la mia gioia e la leggo sulle loro bocche, mentre mi carezzano con pochi ma potenti complimenti, mentre rincorrono i loro brividi, scorci di mare su di una pelle assetata di tempo.
Ed il tempo giunge.
Sempre puntuale, ineccepibile. Sempre attento e troppo rapido. Eppure unico.
Una voce fa vibrare le mie orecchie. Un comando sottile e nitido, sicuramente al riparo dalle ombre del fraintendimento.
"Sul divano, le mani contro la parete" Nell'alzarmi, sento una mano scorrere tra i miei capelli e scioglierli dalla lunga coda.
S'adagiano sulle mie spalle, adornando le esili bretelline del vestito di chiffon.
Mi sento delicatamente stordita e mi ritrovo a ricamare una smorfia simile ad un piccolo sorriso lungo le pieghe delle mie labbra.
Arrivo al divano un po'a fatica. Più che altro oscillo come le fronde di una quercia nelle braccia di uno scirocco e questo movimento, mi rende sicuramente più eccitante.
Il calore non è più solo nella testa, lo sento salire e vibrare sotto la mia pelle come se fosse l'inizio di un domino dai colori intensissimi.
Sfioro il divano. L'alcantara mi accarezza...sembra velluto e seta insieme, mi fa rabbrividire per un attimo.
Appoggio le mani alla parete, mentre in ginocchio, il mio sedere rimane esposto ai loro sguardi.
La posizione permette all'abito di salire un po' e far scorgere così le autoreggenti.
I tacchi alti sembrano armi acuminate, puntate verso il loro avvicinarsi, denti avvelenati in caso di pericolo ma talmente provocanti...eccitantissimi.
Mani calde sulla schiena. Adoro quel primo contatto, non me lo perderei per nessuna ragione al mondo.
Dita, che scorrono la scollatura posteriore dell'abito...profondissima, ammaliante.
Quattro mani a colorire i contorni del mio corpo ed un respiro che piano si avvicina...lentamente, sul mio collo, ad un orecchio.
"Muovi il culo" Dio, quant'è eccitante sentire così vicina e così lieve questa frase.
Ti penetra piano ed altrettanto lentamente s'impossessa di te.
Ecco, di nuovo quella sensazione. Deliziosamente bella e...puttana.
Inizio ad ondeggiare il mio sedere corposo facendo ripiegare con questo movimento, il vestitino sulla curva della mia schiena. Una mano preme per farmi inarcare ancora di più.
Una piacevole sorpresa, per quelle mani forti che sorprendono la mia pelle nuda. Sì, nessun vezzoso indumento intimo ad ostacolare il contatto, semplicemente la mia carne sotto un delicato strato di chiffon.
Stessa sensazione quando sfiorano il mio petto. Un seno turgido ed impaziente, talmente ricco che sembra bucare la sottile stoffa.
Ora lo sfioramento si trasforma in stretta prepotente, schiacciando forte i capezzoli tra il pollice e l'indice. Mentre altre due mani mi tirano per i capelli, facendomi alzare con la schiena dritta.
L'uomo più basso sale sul divano, appoggiandosi sullo schienale, la schiena alla parete.
So cosa devo fare. Lo spoglio, lentamente e mentre il suo corpo riaffiora seducente e compatto, accolgo nella mia bocca quel pene durissimo che rende chiaramente evidente la sua pazza eccitazione.
Nel frattempo le sue mani mi tolgono il vestito che scivola e scompare sul tappeto, come neve a contatto con la terra calda.
L'uomo più alto mi stringe la vita da dietro. Poi le sue mani risalgono dal mio ventre, quindi sul seno ed infine sulla testa, spingendola con vigore contro quel pene che contorna le pareti della mia bocca.
Me lo sento arrivare fino in gola, mi sento soffocare. Ma le mie mani ora sono tenute strette dietro la schiena e non posso divincolarmi.
Scorro il movimento delle mie labbra che si assottigliano e si gonfiano nell'ondeggiare su quel sesso dilatato e sento i sapori mischiarsi.
Di nuovo le mani tra i capelli...mi sento tirare di colpo all'indietro.
"Fatti sfondare la bocca, puttana" E prima che quel sesso ricominci a scoparmi la bocca, l'uomo sul divano mi bacia violentemente, frugandomi con la lingua e succhiando la mia saliva.
Uno schiaffo.
L'eccitazione mi sale, violenta, come un fulmine che squarcia la terra.
Un piccolo respiro e poi di nuovo a nutrirmi di quella carne avida della mia bocca.
Ora il mio corpo è completamente nudo, esposto e fragile. Ma è una sensazione bellissima, un gioco affascinante ed accurato.
L'abbandono totale ai propri desideri, alle proprie fantasie...adrenalina pura.
Un altro schiaffo, ora sul sedere.
L'uomo più alto ha mani grandi e forti e le sue dita rimangono indelebili a marchiare la mia carne.
Si avvicina. Vuole penetrarmi. Godere dei miei buchi, liberare il suo seme nel mio culo. Sfondarmelo.
"Continua a succhiarglielo, non ti fermare" L'uomo sul divano ora stringe i miei capelli in una mano, storcendomi la testa per vedere e godere di quel magnifico pompino. Sento i suoi gemiti, l'eccitazione sempre più violenta che s'impossessa di lui e la sua forza, che non mi permette di scansarmi.
Vuole venirmi in bocca, farmi bere l'eccitazione che gli scorre dentro, vuole godere della mia bocca bagnata dei suoi umori ed il mio viso schizzato dei suoi colori.
Ora l'uomo più alto mi lascia le braccia per ordinarmi di allargarmi per bene le natiche.
Io eseguo, senza parlare.
Ma prima mi aggrappo per un attimo ai fianchi dell'uomo sul divano che sta godendo ancora della mia bocca. Posso sentire la sua pelle, è insolitamente liscia per un uomo ! Mi solleva la testa per i capelli avvicinando vertiginosamente la mia bocca alla sua...mi bacia, senza darmi fiato per sussurrare. Un sorriso delinea il mio piacere, la mia porca eccitazione.
Mentre mi bacia mi morde le labbra e mi fissa con quegli occhi selvaggi, per farmi chiaramente intuire chi è la preda e chi, il predatore.
Sta cercando di intrattenermi. Fino a che, mi spinge di nuovo il viso verso il suo cazzo, le mie mani affondano sul divano ed il mio sedere rimane nuovamente esposto alle perversioni dell'altro uomo.
Una sensazione d'improvvisa frescura mi fa sobbalzare.
Sento timide goccioline frizzare sulla mia schiena e scivolare piano tra le natiche.
Mi ricordo d'aver avanzato un po' di champagne e l'idea mi rende tremendamente euforica.
Ora le mani dell'uomo sul divano scendono lungo i miei fianchi, sulle mie natiche, divaricandole il più possibile. Il mio buco si dilata, mentre le goccioline ne ricamano i contorni.
Nella presa la mia bocca affonda sempre di più lungo quel membro durissimo e per un attimo temo di soffocare. Ma è una sensazione bellissima, mi piace da morire sentirmi la bocca piena.
L'uomo più alto mi cinge con le sue grosse mani i fianchi, avvicinandosi al mio culo.
Sono caldissime...sì, le sue mani...caldissime.
Il suo glande si appoggia al mio buco, sembra volerlo stuzzicare per bene mentre le goccioline continuano a scorrere infradiciandomi.
Sono davvero bagnatissima e non solo di champagne. I miei umori si mischiano al liquido ambrato emanando quell'odore di sesso fortissimo.
Inconfondibile.
Poi un colpo, deciso, sicuro, senza scampo.
Lui affonda prepotentemente nel mio culo già un po' aperto dalle mani dell'altro uomo.
Un grido di piacere esce dalla mia bocca. I miei muscoli si contraggono ma l'attimo dopo lo sento scorrermi dentro senza fatica.
"E brava la nostra bella puttana" Quelle parole mi rimbombano nella testa, me la fanno girare. Folle e ubriaca, mi sento eccitatissima...sì,una splendida puttana.
"Ora voglio godere" La voce dell'uomo più grosso mi sembra ora più pacata, come se l'eccitazione gli stesse togliendo le forze.
Mi pompa violentemente nel culo che oscilla e fa vibrare la mia carne ad ogni colpo. Mentre la mia bocca raccoglie un bel po' di saliva per scivolare meglio sul pene dell'altro uomo.
Glielo succhio con tutta la mia abilità, sebbene lui abbia un po' il timore dei denti. Ma la sua eccitazione non gli permette di ritrarsi.
Sta godendo come un fottuto bastardo ma è bellissimo sentirlo ansimare.
Il mio corpo danza su di loro e come una calda marea li avvolge.
Sento il loro respiro farsi violento, diventare frenetico, pazzo, delirante.
Sento il profumo dei loro corpi invadermi le narici, sebbene a malapena io riesca a respirare.
Sento i loro orgasmi salire, furiosamente, senza trattenimenti. I loro corpi si abbandonano alle vibrazioni che il piacere produce ed ecco che finalmente la loro eccitazione prende voce e calore.
Vengono magnificamente in simbiosi, l'uno con l'altro. La mia bocca si riempie di sperma caldo e dolciastro mentre sento a fiotti potenti riempirsi il mio ano.
Le loro urla si mischiano, i loro gemiti si sfiorano, fendendo l'aria ed il silenzio, percependo il mio corpo come la dimora del loro piacere.
Il mio seno abbondante ciondola ora dolcemente e sui miei fianchi e sulla mia schiena risaltano i segni di un orgasmo potente.
L'uomo sul divano mi alza il viso, permettendo di raddrizzarmi.
Un rivolo di sperma scende ancora dalla mia bocca e lui mi bacia, leccandomi la pelle e prosciugandolo. Mi sorride dolcemente e mentre mi prende le guance tra le sue mani, mi sussurra piano...
"La mia splendida puttana" Nel frattempo l'uomo alle mie spalle mi cinge la vita e mi bacia sul collo.
Le sue mani risalgono sul mio seno e sento il suo pube contro le mie natiche. Il suo petto sfiora la mia schiena.
"Sì, la nostra splendida puttana" Li guardo con una strana espressione, non percepisco i loro sguardi.
Non ho il tempo di sentire lo sciogliersi di quello splendido abbraccio che un foulard di seta si adagia sui miei occhi.
"Ora non domandare, abbandonati...semplicemente" La mia pelle rabbrividisce, di nuovo, cercando di assaporare la sorpresa che i miei due amanti mi hanno riservato.
Mi sento spingere delicatamente sul divano. Divaricare le gambe. La mia clitoride è gonfissima e ben esposta.
"Non ti muovere, ora vorremo il tuo piacere...il tuo orgasmo sfondare i silenzi della stanza" Passa qualche minuto mentre il mio corpo è ancora lì, ad attendere.
Poi, un suono ed un attimo dopo, tre colpi alla porta.
"Entra!" La porta si apre...
Un profumo di donna invade la stanza.
Un respiro si avvicina al mio viso, sento sfiorarmi le labbra.
Sento rincorrere i brividi sul mio seno, sul mio ventre, fino sulla clitoride e poi una lingua, morbida che lambisce i miei petali.
Le sue mani, delicate mi spalancano le grandi labbra, facendo sbocciare come una rosa la mia clito.
Quella lingua è magnifica sul mio monte di venere, mi penetra e si nutre dei miei umori. Mi risucchia le labbra.
La mia schiena s'inarca, le mie mani s'aggrappano al divano. Lei comincia a ruotare vorticosamente la lingua sul bottoncino, ormai talmente gonfio e rosso che sembra una ciliegina.
La sua mano delicata tira verso la pancia la pelle del mio pube, esponendo in modo spudorato il mio sesso.
Sento il mio respiro diventare potente, accelerare i battiti.
Il mio orgasmo arriva violento, dirompente, mentre il mio corpo sussulta e scalpita come quello di una puledra indomabile.
Le mie urla invadono la stanza, sbattendo prepotentemente contro le pareti ed allietando l'udito dei miei amanti.
"Sei magnifica" Quella voce femminile mi fa rabbrividire! La riconosco, è lei...la donna che ho sempre desiderato. Ho sempre immaginato nella mia fantasia di godere della sua bocca, di sentire le sue labbra appropriarsi dell'umido della mia, di mordicchiarle, assaporandone la morbidezza.
Un sorriso colora il mio volto mentre il foulard scivola dagli occhi, svanendo sul tappeto.
La guardo, splendida...mi guarda, sorridente.
E solo in quel momento, capisco che ho assoluto bisogno di respirare.. ossigeno.

 

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