Era sempre stato un bravo ragazzo: ben educato, aveva da sempre imparato le
buone maniere. Cordiale, gentile, simpatico, disponibile, sincero,
affidabile... per 16 anni era stato proprio un ragazzo modello: a scuola
tutti 10... in quel liceo classico dove andava, era conosciuto come il più
bravo ragazzo esistente... un ragazzo perfetto.
Non aveva mai avuto una ragazza: era dell'idea che se si fosse dovuto
fidanzare non sarebbe stato tanto per fare esperienza, ma solo nel caso in
cui avrebbe trovato la ragazza giusta. Era l'amico di tutte, era il ragazzo
con cui tutte le sue amiche si confidavano... gli raccontavano tutto: dai
problemi con i ragazzi, alle preferenze al cinema, dalle idee politiche ai
problemi di cicli mestruali...
Tutto questo fino ad un brutto febbraio.
Da quando era iniziato quel nuovo anno, si era perdutamente innamorato di
una ragazza magnifica: intelligente, bella, simpatica... dai lineamenti di
ragazzina innocente... lei aveva un anno in meno di lui, ma dal suo candore
sembrava possedere l'innocenza di una ragazzina di 13 anni.
L'aveva vista e conosciuta per caso, e fu come se lo avesse colpito un
raggio di sole... più la conosceva più se ne innamorava...
Passarono 40 giorni e decise che era il caso di dichiararsi. Era la prima
volta che lo faceva, era la prima volta che pensava d'aver incontrato la
ragazza giusta. Il giorno di S. Valentino le disse che l'amava... Era sicuro
che sarebbe andata bene: sembrava che la ragazza fosse interessata a lui e
comunque aveva pensato che fosse impossibile che non si fosse mai accorta
delle sue frecciatine.
Invece fu un fallimento: la ragazza gli disse che non aveva mai capito il
suo interesse... lui ci rimase malissimo... passarono mesi di sconforto e di
delusione totale... fino a quando...
Una mattina si svegliò al solito orario per andare a scuola... quel giorno
avrebbe compiuto 17 anni ma non se ne rese conto. Quando i suoi gli fecero
gli auguri a colazione realizzò il cambiamento e spegnendo le candeline
della torta espresse un desiderio: <>
Quel giorno arrivò a scuola e si rese conto fin da subito che il suo
desiderio si stava realizzando: c'era compito in classe e non solo non diede
nessuno dei suoi fogli protocollo a chi non ne aveva, ma nemmeno passò la
risposta della domanda a cui solo lui era riuscito a rispondere. Si stava
comportando da bastardo... e gli piaceva. Riusciva ad incutere timore nelle
persone: cominciava ad essere rispettato... ed era ansioso di scoprire cosa
sarebbe successo con l'altro sesso...
C'erano parecchie belle ragazze in quel liceo... ragazze che non aveva mai
notato perché in cerca della partner perfetta... ma ora non gli importava...
si ricordò in quel momento di una ragazza di 5° ginnasio che gli faceva il
filo, una certa Laura... Quel giorno, a ricreazione, decise di andarle
contro e di salutarla...
La ragazza fu felicissima di quest'iniziativa... non le sembrava vero
d'avere un pò d'attenzione da parte di quel ragazzo. Passarono tutta la
ricreazione insieme. Al suono della campana, una specie di flash colpì l'ex
bravo ragazzo: il giorno prima l'avrebbe salutata con un ciao e sarebbe
subito tornato in classe... ma ora era un "cattivo". Tardò con lei
chiacchierando ancora un pò, fino a quando lei non si avvicinò alla sua
guancia per dargli un bacio e salutarlo... un altro flash, e decise che
poteva fare di meglio: inaspettatamente girò la faccia e rubò un bacio alla
ragazza... un semplice bacio sulle labbra, ma rubato... era ciò che rendeva
il tutto fantastico.
Tornato in classe, una sorpresa... la stronza di matematica mancava...
supplenza di Ed. Fisica... in 5 secondi giù nell'atrio a correre e giocare a
basket... ma quando il fato ci mette lo zampino le cose assumono dei
risvolti inaspettati: quel giorno, a quell'ora anche la classe di Laura
faceva Ed. Fisica... ed anche Laura giocava a basket.
Un altro giorno, quando non aveva ancora deciso di fare il bastardo, si
sarebbe fatto avanti proponendo di fare da arbitro facendo giocare due
partite maschi contro maschi e femmine contro femmine di classi
differenti... quel giorno se ne fregò altamente: propose una partita maschi
della sua classe contro femmine della 5° ginnasio... e gli altri
accettarono... forse perché lo temevano già, forse per assecondarlo nella
speranza che gli passasse, forse perché nell'altra classe erano tutte belle
fighe, ma accettarono.
In poco tempo furono tutti sudati, con i ragazzi che marcavano strette le
ragazze e con qualche toccata di culo o di tette qua e la. Ben presto si
presentò un'occasione imperdibile: Laura con la palla che si dirigeva a
velocità verso il canestro, lui sotto il canestro che le dava le spalle...
un colpo di genio: finse di andare nel pallone e si girò all'ultimo minuto
come in preda alla confusione... risultato? Laura inciampa su lui, lo manda
a terra, gli cade sopra facendogli male e gli atterra con le tette sulla
faccia... Lasciando perdere il contatto con le tette, la ragazza è
mortificata e si scusa per avergli fatto male... Il cattivo ragazzo decide
allora di fare da vittima fingendo un dolore più forte del reale ed andando
in bagno a rinfrescarsi. Ma dopo 5 minuti non spunta sulla soglia del bagno
Laura che chiede innocentemente se gli ha fatto molto male? Altra occasione
imperdibile per quella mente che diventava sempre più perversa: si alzò la
gamba dei pantaloni per far vedere il gonfiore causato dalla caduta, ma si
mise in modo che la ragazza dovette entrare nel bagno per vedere bene... ora
erano soli... la ragazza mortificata per il dolore causato, lui arrapato da
morire con in testa ancora l'immagine delle tette di lei sulla faccia... le
disse: <> e lei <>
Ormai sfiorava il delirio: con uno scatto la pressò al muro ed iniziò a
baciarla con passione... e lei gradiva. Si spinse oltre: la iniziò a palpare
sulle tette e lei non arretrava, sul culo e lei non diceva niente... andò
allora con la mano tra le cosce di lei... la quale non diceva niente... anzi
sembrava gradire. Il bravo ragazzo di un tempo si sarebbe fermato, ma lui
no... Le infilò una mano nei pantaloni della tuta, poi sotto l'elastico
delle mutande... le stava facendo un ditalino... lui stava facendo un
ditalino ad una bella gnocca nel bagno della scuola... non si preoccupava
del possibile ingresso di qualcuno.... si stava sbottonando i pantaloni.
Lei a quel punto lo respinse... disse qualcosa come "non vorrai farlo qui",
qualcosa come "stiamo andando troppo avanti"... ma ormai non importava più:
le rimise la lingua in bocca ed uscì il cazzo duro, le abbassò un pò i
pantaloni della tuta e la sverginò.... così, nel bagno della scuola. La
chiavò con forza... a lei piaceva ma cercava di opporre resistenza. Lui la
bloccava contro il muro, le mani ormai sotto la maglietta a giocare con le
sue tette, con i capezzoli duri per l'eccitazione, il cazzo che entrava ed
usciva dalla figa stretta e calda ed umida, la paura che entrasse qualcuno
(che lo eccitava di più)...
Tutto questo durò poco... forse la grande eccitazione, forse perché era la
prima volta, ma venne subito... ed il guaio fu che venne dentro di lei...
Lei che bestemmiava ed invocava un Dio rendendosi conto che rischiava di
rimanere incinta... lui che realizzava cosa aveva fatto.
Da quel giorno, quel ragazzo è molto cambiato: dopo qualche mese Laura lo
tranquillizzò dicendogli che il pericolo era passato... continuava ad avere
le mestruazioni e quindi non era successo niente... non si parlarono più.
Da quel giorno, quel ragazzo ha deciso che nella vita normale, forzandosi
molto, continua ad essere un bravo e rispettabile ragazzo....
.... poi la notte si collega ad Internet, fa sesso virtuale, scambia foto e
video porno, tiene un sito erotico e scrive racconti erotici sulla sua vita. |