| E' da tanto tempo che non scrive più Chiara. Un pò mi dispiace perchè i suoi
racconti erano incredibilmente reali ed appassionanti. Perciò, ne riposto
qualcuno in attesa di nuovi..
Spero che non me ne voglia..
Mi manca il fiato, respiro a fatica, mi tremano le gambe.
Davanti a me solo il muro che nella sua immobilità e indifferenza mi
sorregge.
Dietro lui, lui che spinge, veloce, forte, rude,deve far dannatamente
presto.
Non c'è tempo per bacini carezze, non c'è tempo per guardarlo negli occhi.
E' una furia, giusto il tempo di tirare un po' su la gonna lunga, scostare
le mutandine e tirarsi giù la lampo. Stringo il pugno e me lo porto alla
bocca, allungo la gamba destra verso di lui, cerco di stendermi il più
possibile verso quel muro. Lo sento, è duro, è vigoroso, non molla un
attimo.
Voglio godere, voglio urlare, ma non posso. Spingo il corpo verso di lui,
dobbiamo far presto.
Vampate di calore mi assalgono, trattengo a malapena la mia voce. Premo la
mano aperta sul muro; di là ci sono ignari mia suocera e mio suocero. Il
calore aumenta, lui non si ferma, il mio corpo sta urlando dentro tutta la
forza e la spontaneità di una sveltina appoggiati al muro. Sento il suo
fiato sul collo, si fa più corto, pesante. Rallenta, spinge forte, il
respiro si ferma. Un sospiro, un altro, eccone un terzo. Mi strattona, me lo
butta su, un ultimo sospiro sul collo.
Esce, si allontana dal mio corpo, la gonna ritorna a coprirmi la caviglia.
Vorrei rimanere su quel muro, ma non posso. Ho la faccia rossa, lo so, ho
scopato. Quel muro lo sa, chi sta dietro ancora no. |