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Il nodo

Ti vedo come se fossi sdoppiato...sto godendo di te con gli occhi e con il corpo. Sei davanti a me, inginocchiata, nel tuo culo è conficcata la frusta trasparente, il mio sesso scorre nel tuo, non ti penetro completamente, e questo ti fa smaniare, poi improvvisi dei colpi profondi con il pube, spingo la frusta profondamente dentro di te, è come se avessi due cazzi. Ti chiavo contemporaneamente in tutti i tuoi desiderosi buchi, li riempio, li allargo, la tua schiena è adorna di rose, sono i fiori dei miei morsi ed i segni delle frustate donano loro i gambi. Non siamo due persone siamo due bestie, non ci amiamo, non facciamo sesso, siamo lussuria allo stato puro. Troppe volte mi sono bagnato la mano di sborra inutilmente, pensandoti, sapendo che anche tu facevi lo stesso nell'identico momento.
Siamo insieme, uno dentro l'altro, un nodo erotico che sarà difficile da sciogliere adesso.
Si scioglierà da solo nel momento in cui saremo appagati.
Ma non avverrà molto in fretta.
Ti guardo stregata, sei dentro di me, ti sento scorrere e darmi piacere.
Mi piace quella tua frusta trasparente nel culo, lo sai molto bene.
Assomiglia ad una coda dalle mille sfaccettature. Sembra quasi che la trasparenza ti permetta di guardare dentro di me, oltre i miei buchi.
Mi monti, come una cavalla giovane da addomesticare, mi tiri per i capelli come se fossero le tue uniche redini. E mentre, continui ad allargarmi, sei smanioso di sentire i miei gemiti, di come mi addolcisco sulle tue carezze e come mi tendo, l'attimo dopo, sui tuoi colpi.
Sì...siamo lussuria, gocce di piacere che imperlano le nostre schiene e calda saliva che scivola dagli angoli delle nostre bocche per rimanere un po ' sulle labbra, come fosse l'acqua nel deserto, fino ad annullarsi nell' arsura delle nostre grida, a prosciugarsi negli attimi che precedono l' orgasmo.
Siamo insieme, due cerchi opposti e congiunti.
Un uomo ed una donna per il piacere di esserlo.
Un lupo ed una pantera per il gusto della notte.
Sono ancora inginocchiata, questa posizione mi è naturale, è la mia, mi appartiene. Mi eccita guardare dal basso, sentire colui che mi sovrasta, le parole che quasi mi giungono ovattate per lo stato di stordimento in cui godo stare.
Sento le rose sulla mia schiena pungermi ad ogni spinta delle tue mani, ma questa sensazione graffiante mi eccita moltissimo.
Talmente tanto che, ad ogni scheggia, il mio culo si allarga di più, e così la mia fica...e così la mia bocca, pronta e vogliosa di riceverti.
Le tue mani ora si dirigono verso il mio viso, le tue dita, sulla mia bocca aperta ed affondano lentamente, una dopo l'altra. Le vuoi bagnate, fradice del mio sapore e poi, vuoi tenerla ferma questa mia bocca, così, più aperta che mai.
Incrocio il tuo sguardo.
Lo so...cosa mi stanno sussurrando i tuoi occhi.
Lo sai, sai cosa desidero cosa aspetti che faccia, lentamente esco dal tuo sesso, rimane aperto, osservo quel buco, il posto naturale per il mio cazzo, lo vedo che lentamente si chiude, non voglio che avvenga, deve restare aperto. Lo spingo di nuovo dentro, due, tre, cento colpi selvaggi, ritmo ossessivo, inarchi la schiena, gemi, la saliva scorre tra le mie dita, cola sul cuscino che stringi tra le tue sbiancate, me le mordi, il tuo non è un gesto di ribellione, vuoi solamente farmi sapere, rendere partecipe del tuo godimento, accetto il tuo regalo e decido che ormai il tempo è maturo per darti quello che tacitamente mi avevi chiesto.
Esco dalla tua fica, le cosce luccicano del mio sudore e dei tuoi umori, non tocco il cazzo, voglio che tu lo veda luccicare alla luce delle candele che ardono nella stanza, hai gli occhi languidi ma nello stesso tempo indomabili, mi metto davanti al tuo viso, la tua natura ti porta a cercare il mio cazzo, apri famelica la bocca, cerchi di raggiungerlo, ma la catena che blocca il tuo collare te lo impedisce. Ti guardo, sei una belva, una pantera, sei affamata di carne, della mia carne, sai che non puoi usare le mani, te le legherei al collare, mi avvicino, lento, ti lecchi le labbra, mimi con le dita cosa faresti al mio cazzo, le lecchi, succhi, entri profondamente nella bocca.
Sono vicinissimo, il principe è li, puoi leccarlo, puoi leccare il ferro ma non la carne, lo muovi, riesci a prenderlo tra i denti e mi tiri a te, un attimo, la tua bocca si apre ed ancora una volta il filo si annoda.
Mi lecchi il glande scendi verso l'anello del frenulo, sai che mi piace quando lo mordicchi, ti ho spiegato cosa fare e tu lo fai, mordicchi la carne dove viene trafitta, non riesco a guardarti sono piegato all'indietro mentre dalla mia bocca escono dei rantoli, è come se avessi un orgasmo, so che mi osservi con occhi feroci, so che vorresti troncarmelo con un morso, mangiarlo, non per cattiveria ma perché lo vorresti solo tuo.
Lo inghiotti famelica, pieghi la testa per poterlo accogliere dentro di te, il tuo viso è deformato tanto è pressato sul mio pube.
Sei la mia femmina.
Ritmo serrato.
Non ti do tregua. E non ne do a me.
Sento il collare stringermi sul collo e la catena strattonarlo. Mi bagno le labbra di saliva e tiro fuori la lingua, cerco di allungarla più che posso, per raggiungerti, per sfidarti.
Ti guardo, non ostento, sul mio viso quell'aria di chi sa giocare ad eccitare.
La punta della lingua ora è vicinissima, mentre la bocca ingloba aria, che presto verrà a mancare...ancora.
Accenno un sorriso con gli occhi, quasi un sogghigno furbesco e sfido anche la tensione, la pressione sul mio collo.
Riesco a toccarti, un altro traguardo raggiunto, anche a costo di bloccare il respiro per un attimo, allora ti compiaci con me, sei fiero di me, della tua bestia così ostinata.
Ti avvicini, lasci che la mia bocca ti accolga.
Sensazione contrastante, il fresco del ferro col calore della mia lingua, mi piace, ci gioco, inizio a leccarlo e a mordicchiarti, vorrei quasi strappartelo, per darti il piacere che è superiore a qualsiasi altro, quello subito dopo il dolore, perchè sono avida e famelica.
Perchè tu sei mio.
Sei dentro la mia bocca. Il mio viso si deforma, acquista sembianze sempre più animali. Mi piace sentirlo contratto e pulsante, come il cervello nello stesso momento, come le vene sul collo che premono contro il collare cercando uno sfogo, aria da donare al loro sangue.
M'immobilizzo per un secondo, voglio gustarmi l'ingrossamento del tuo cazzo dentro la mia bocca.
E poi, inizio a pomparti.
Con un movimento veloce, tu sposti la frusta trasparente dal culo alla fica ed inizi a seguire il ritmo della mia bocca, le mie spinte, i miei affondi.
I miei umori avvolgono la tua mano, che mi apre, mi sfonda.
Vuoi farmi godere mentre godrai anche tu.
Ti riempie lentamente, sale, le dita sono dentro il tuo corpo, il glande tocca la tua gola, continuo a salire, è tutta dentro, sposti lentamente la testa, apri la bocca, un piccolissimo spiraglio per permettere un brevissimo respiro. Roteo la mano lentamente, poi la muovo, avanti e indietro, la spingo dentro di te, vorrei riuscire a toccare il mio cazzo, lo vuoi anche tu. Me lo chiedi spingendo il bacino contro il mio pugno chiuso nel tuo corpo, continui a succhiare il cazzo come fa un neonato con il capezzolo della madre, entrambi cercano la linfa che li tiene in vita, le tue mani accarezzano il mio corpo, le dita afferrano l'anello, lo tirano, il capezzolo si allunga, mentre mi accarezzi le natiche, passi le dita nel solco che le divide, adesso mi mordicchi la cappella, la lecchi mentre i tuoi occhi mi scrutano per carpire i segreti del mio godimento. Occhi verdi di gatto, che cambiano colore con la luce e l'oscurità, occhi gelosi, adesso non mi divideresti con nessuno, sono la tua preda, quella che si è avvicinata troppo a te, il polso è lucido, i peli sono resi attaccaticci dai tuoi umori, la tua fica sembra viva, la pelle della tua pancia si gonfia, poi si appiattisce... sembra che respiri lussuria.
Mi lecchi il principe, poi improvvisa mi avvolgi completamente, fino a premere il tuo viso sul mio ventre.
Eccolo, esplode, mi fa strabuzzare gli occhi, inarcare la schiena, anche tu sei arrivata al punto di non ritorno, la tua vagina palpita di vita propria, sembra volermi mordere, tranciare la mano.
Non posso muovermi, mi blocchi, la pelle del capezzolo tra poco si aprirà e lascerà libero l'anello, le dita che prima accarezzavano i miei glutei sono dentro di me, mi tengono fermo come fossero arpioni, sento che sale, si precipita nella tua bocca, è quasi contemporaneo al tuo. Alzi lo sguardo, vuoi che veda come mi bevi, una goccia ti cola dalle labbra, la mia mano è libera, ti accarezza il viso lasciandosi dietro una scia luccicante, per un attimo ci appoggi dentro la guancia, dolce come una bambina alla quale hanno fatto un bellissimo regalo, poi le tue dita vanno a raccogliere quella goccia di sborra che ti scende densa dalla bocca, l'avvicinano alle mie secche labbra, l'inumidiscono.
Tendo le orecchie cercando di catturare i miei stessi respiri, gli alti ed i bassi di quel filo di voce che trasforma il piacere in gemiti accattivanti e viceversa, voglio godermi ogni minimo dettaglio, anche il fruscio dell'aria che mi passa attraverso la bocca, mentre te lo succhio.
Mi sto bagnando smisuratamente, sembro una predatrice in delirio, sto gustandomi l'entrata della tua mano dentro di me, ascolto il mio corpo che chiede, di divorarne ancora...e ancora.
Presumo che tu, ora, vorrai guardare negli occhi la pantera che ti possiederà, per godere anche tu di quel momento, come unico e imparagonabile.
Le tue dita scivolano, si fanno strada, i miei umori te le preparano, rendono la tua pelle liscia e lubrica, mi eccito ancora di più a sentire le nocche spingere contro le pareti, sembra ...

 

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