Sara si stira, e riapre le gambe.
Le aveva incrociate strette, come per tenersi dentro l'orgasmo il più
possibile. Mi inginocchio fra le sue cosce, e lui, restando sdraiato,
infila subito una mano fra le mie, sondandomi, piano.
Sono sudata, calda e appiccicosa.
Lui ci gode, lo so, a trovarmi così. Ma in questo momento riesco a
vedere solo lei, quel nodo di carne che si scioglie, solo per me, il suo
monte di Venere, liscio e morbido, ci appoggio la guancia contro, ci
respiro dentro, in quel sentore salato che conosco tanto bene. Mi piace,
quell'odore. Mi piace il suo sapore, adoro leccarle via lentamente la
sborra di lui, mentre lei geme, piano, di nuovo pronta, per me.
Veramente, mi piace tutto, di lei.
Oh, anche per Luca è così, credo. Ma lui è solo uno che la scopa. Anzi,
che CI scopa, a essere sincera. Che mi fotte con le dita, in questo
momento, frugando fra le mie cosce, di nuovo eccitato, dietro di me,
guardandomi intento, mentre la accarezzo con la lingua.
Lui è solo uno che ci scopa. Io, Sara, la amo.
Lei mi guarda, ci guarda, gli occhi già un po' appannati: "Certo che
come mi lecchi tu...", e poi risucchia dentro voce e fiato, mentre con
la lingua le frugo il clitoride, pianissimo.
Sono brava con la bocca, già. A leccarle la figa, a succhiare il cazzo
di Luca, mentre lei mi guarda, sorridendo, o facendo commenti.
Eh già. Perché per lei, anche io sono solo una che la scopa. Che si
attorciglia i suoi lunghi capelli biondi intorno al polso, per tirarle
indietro la testa, facendole male, svuotandole la bocca di respiro e
riempiendola con la mia lingua; mentre lui la sbatte, in piedi dietro di
lei, tenendola per i fianchi, mentre la sua schiena si incurva, al
limite del dolore. Mentre lui le sborra dentro, completamente vinto, gli
occhi pieni di noi due, il cazzo annegato nella sua figa, mai del tutto
sua. Perché, in quel letto, ci sono anch'io.
L'altra tizia che la scopa.
Povero Luca: lo vedo, è lì lì, al limite, anche lui, sull'orlo del
baratro a guardar giù. I suoi trent'anni e la sicurezza da macho che
ostenta fuori di qui potrebbe anche buttarli nel cesso, quando sta con
lei, per quel che gli servono. Lo vedo da come si passa la mano fra i
capelli, che di Sara non ci capisce un cazzo, ma che sta per cascarci.
Si è inginocchiato dietro di me, adesso, con le dita sempre affondate
nella mia figa, la bella bocca intorno al mio clitoride, che ormai
conosce bene. Mi fa godere un sacco, Luca. E' generoso, non si
risparmia. E ne ha sempre voglia, anche di me.
Lei mi ha appoggiato una mano sulla testa. Mischiato al suo odore, mi
arriva, vago, il suo profumo, mentre alterno le labbra e le dita, la
penetro quasi con cattiveria, poi la lecco teneramente, di nuovo. Sento
i muscoli delle sue cosce contrarsi, mentre lei lotta fra il desiderio
di stringerle, di chiudersi di nuovo dentro il piacere, e la voglia di
restare completamente aperta, esposta.
Stavolta decido io, le poggio il palmo contro la coscia, e gliele tengo
divaricate, mentre Luca si fa strada nella mia figa zuppa, arrendevole,
mi fa quasi venire, mi distrae per un attimo, ma subito dopo lei inizia
a godere, ansimando forte, mentre la scopo con la lingua, dentro di lei,
fradicia, ubriaca, frastornata.
"Luca." La sua voce, improvvisamente calma, mi vibra contro le labbra,
ancora affondate fra le sue cosce. Luca si ferma, dentro di me. La sua
bocca si stacca dalla mia carne, mi molla sull'orlo di un orgasmo, ormai
perso. Sarebbe patetico, se i suoi gesti non fossero l'eco dei miei.
Eccoci qua, pronti, all'ascolto della voce del padrone.
"Luca. Scopala, dai. Non vedi che voglia ne ha, povera stella? Ma prima
vieni qui, fatti baciare..." Che troia. Troia e stronza, ammantata nei
suoi gloriosi capelli, che le si appiccicano di sudore intorno al collo,
come tanti serpenti. Gli tende le braccia, che le ho venerato di baci.
Lui le si incolla addosso, corpo bruno e cazzo duro, contro il suo
fianco morbido, le lecca le labbra, a occhi chiusi. La bacia, si lascia
baciare. Io sono ancora in ginocchio, inutilmente aperta, le appoggio la
testa sul ventre, le mani ancora sulle sue cosce, non li voglio vedere.
Oddìo, non li posso nemmeno guardare, sono arrivata a questo punto? Ma
ormai lei mi ha rimandato Luca, me lo sento addosso, la bacio sulla sua
bocca, lui mi tira contro di se', mi accarezza con tutte le due mani la
schiena, le cosce, ha una gran voglia, lo sento, di nuovo, il suo cazzo
contro la mia figa, gioca, mi penetra, pochissimo.
Sara ci guarda, sollevata su un gomito, mi alza il mento con la mano. Mi
sorride mentre lui comincia a sbattermi, la figa che si apre,
obbediente, al piacere che ha imparato a darmi, alternando ritmo e
intensità, respirandomi sul collo, una mano di piatto contro il ventre,
calda, grande.
Sono solo frammenti: il suo cazzo che mi scopa, che mi prende a forza,
un tremito che mi si avvita lungo la coscia, i baci che mi bagnano la
gola, la voce di Luca contro la schiena, i suoi respiri.
Ma poi Sara scivola verso il basso, strisciando il lenzuolo blu di
capelli biondi e di profumo, prende a baciarmi, fra le cosce, dura e
dolce, come solo lei sa fare, e finalmente godo, per intero. |