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Fanculo! Fanculo! Fanculo! Che nottata, devo proprio essermi sbronzato di nuovo. Non riesco a capire che mi succede ultimamente, anche se mi pare di bere poco mi ritrovo spesso a non ricordare ciò che ho "combinato".
Cosa può essere? Temo sia il fegato, non regge più. Beh, sono anni che conduco questa vita, credo siano normali i primi segni di cedimento. Inutile fare buoni propositi, inutile anche solo pensarci, le volte che c'ho provato ho solo sprecato tempo. Inutile anche andare dal medico, mi spavento sempre i primi tre giorni e poi tutto torna come prima. Aveva ragione mia madre: non ho mai avuto alcun rispetto per la mia salute.
Cazzo che mal di testa, non bastasse quello, sento salire i succhi gastrici in bocca, sono il preludio al vomito. Non mi pesa di solito, abitudine, ma quando è così acido è abbastanza doloroso, il miscuglio poi di succhi gastrici ed alcool è disgustoso. Maledetta abitudine di abusare con gli aperitivi al punto tale di non aver più fame e di passare direttamente al dopocena, avrò fatto così? Non ho proprio voglia di aprire gli occhi, non vorrei che la luce mi rivelasse ciò che non voglio ricordare. Che ore potranno essere? Beh, dopo certe sbronze dormo poco, un'ora o due e poi il fisico mi ricorda che tutto ciò che ho ingollato non lo può proprio metabolizzare e mi sveglio, come ora, credo sia proprio così anche questa volta. È così negli ultimi mesi.
Prima c'erano solo sonore ronfate sino a mattina inoltrata.
Ho la netta sensazione di essere nel mio letto, pur senza aprire gli occhi riconosco un ambiente a me familiare, molto più che familiare: casa mia. Mi serve qualche conferma. Di aprire gli occhi non se ne parla. Ragioniamo: le lenzuola paiono essere le mie, sì il lino grezzo è inconfondibile; non c'è alcun profumo che mi colpisca altro indizio che avvalora la mia prima impressione; cosa? Chi è che dorme con me? Cercando un'ulteriore conferma all'ipotesi di essere a casa ascolto attentamente ogni rumore, così facendo percepisco distintamente un respiro accanto alle mie spalle; cazzo, non ricordo, non immagino chi possa essere! Per quanto io ci provi non riesco a focalizzare nessun accadimento di ieri sera che mi dia qualche idea, che mi permetta di svelare l'identità di questa presenza, un amico? Una donna? La mia donna? Boh! Allungare il piede e sfiorare la persona accanto a me può indicarmi almeno se si tratta di un uomo o una donna, non potrebbe che essere recepito come un gesto involontario dall'altra persona, non mi pare per nulla sconveniente. La pelle è troppo liscia per essere un uomo. Il suo respiro non è mutato, posso insistere per scoprire qualcosa di più. Le gambe le percepisco sottili ma con i piedi mi rendo conto di non essere affidabile nel giudizio, però proseguo. La distanza dalla caviglia al ginocchio, ecco misurando quella potrei intuirne la statura. Inutile, perfettamente inutile, distinguo al tatto le articolazioni ma non riesco a collegare la sensazione ricavata ad una statura, non sarà sicuramente alta, io sono abbastanza basso. Meglio affidarsi a queste deduzioni piuttosto che alla sensibilità del mio piede. È un problema quasi irrisolvibile riconoscere una persona carezzandola con il piede, ma soprattutto di spalle, mi obbliga ad una postura innaturale che se scoperta mi costerebbe proprio una figura non certo edificate, meglio soprassedere.
Non so se esserne felice oppure no; ieri devo proprio essere stato indecente e se mai ho tentato di fare del sesso, sono stato sicuramente protagonista di un ennesimo fiasco. Tutte le volte che sono sbronzo e provo a scopare parto bene, una bella erezione, un sacco di fantasia, ma dura poco, molto poco, cinque-dieci minuti e si spegne tutto, soprattutto l'entusiasmo altrui, la mia mente vorrebbe proseguire ma dopo l'abbandono del mio corpo abbandona anche ogni velleità la mia partner ed ho pure il coraggio d' incazzarmi e di fare l'offeso. L'alcool mi fa brutti scherzi.
Non ho alternative devo aprire gli occhi, spero sia una piacevole sorpresa.
L'ora proiettata sul soffitto mi dice che sono a casa mia e che sono le quattro e dieci. È meglio andare a vomitare e poi scoprire che mi è accanto, così se la presenza è gradita sono in "perfetta forma".
Ieri sera ho cenato con il solito amico del cuore, ora ricordo. S'è mangiato divinamente, bevuto altrettanto bene. Sì, rammento, dopo esserci alzati da tavola siamo andati alla nostra meta fissa del venerdì, quella bella villa ristrutturata proprietà di ex-ricconi caduti più o meno in rovina, una miriade di stanze, eterogenee tra loro per quello che concerne avventori e musica. Un cocktail di musica: discoteca, piano-bar, balli latino-americani.
Stanze frequentate da ragazzini frastornati dalla musica house e da chissà quali pasticche, altre con musica soft e divanetti che sono ricettacolo di coppie oramai consumate oppure, più probabilmente, di coppie sbocciate e destinate a sfiorire in una sera; altre ancora (le mie predilette) che sarebbero in tutto e per tutto semplici bar se non fosse per la quantità di persone che le frequentano.
Ricordo perfettamente quel filetto di puledro all'aceto balsamico, divino il barbaresco, meglio dare un'occhiata alle ricevute della carta di credito, sicuramente è stato l'ennesimo salasso. La mia memoria finisce lì sembra riaffiorare il ricordo di qualche istante, ma era forse del venerdì precedente, di due venerdì fa. Il vuoto, le immagini si offuscano, si mescolano lentamente con altri momenti vissuti in un passato più o meno recente poi di nuovo il vuoto. Nulla. Nulla mi aiuta a capire chi c'è nel mio letto.
Mi diverte abitualmente guardarmi allo specchio mentre mi lavo i denti, mentre faccio un po' di smorfie: ora no, sono davvero segnato, dimostro ben più dei miei 36 anni, non sono mai stato un adone, anzi, ma ho sempre goduto di un discreto successo con il gentil sesso. Ancora adesso non mi spiego il motivo per il quale o piaccio subito oppure dopo una buona conoscenza.
Chissà?!? Ho provato più volte ad analizzare il motivo per il quale vengo apprezzato in due momenti che esaltano caratteristiche diametralmente opposte tra loro.
Piacere subito può indicare di essere piacente, belloccio, di fare colpo per come si appare, non credo sia il mio caso; piacere dopo essersi conosciuti riesco a giustificarlo più facilmente. Non ne capirò mai il motivo, sono solo certo che mi fa tremendamente incazzare il non piacere "nel mezzo".
Dovrei smetterla con questi pensieri e tornarmene a letto per placare la mia curiosità, per scoprire chi c'è e magari riuscire a ricordare cos'è accaduto ieri sera, questa notte. Fumerei volentieri una sigaretta, il sapore del dentifricio mi ha sempre dato un po' di noia, ma le sigarette non le ho con me, dovrò rinunziarci, a malincuore.
Non è così disdicevole avere dei vuoti di memoria, sento leggermente l' adrenalina che si spande nel mio corpo, l'adoro. Dal bagno non mi muovo, mi trovo a fantasticare su chi ci può essere nel mio letto, ad ogni speranza circa una qualsiasi bella ragazza che conosco e che da tempo vorrei corrisponde il terrore di qualche presenza per nulla gradita. Sono sempre stato fortunato, spero che anche stavolta la dea bendata mi sia d'aiuto.
Non è possibile! Vista così di spalle sembra Maria, dorme piegata sul lato destro, nellal parte sinistra del letto in posizione semifetale, ecco perché mi è stato così difficile percepirne la statura con il mio maldestro tentativo di misurazione. I capelli sembrano essere i suoi, la forma dei fianchi fasciati dal lenzuolo anche, sarebbe una sorpresa più che gradita.
Maledetto mal di testa, se mai cominciassi a scopare con questa emicrania già so che appena vado in debito di ossigeno la testa comincerebbe a pulsare. Fanculo! Non voglio farmi sorprendere a guardarla in viso, meglio che io esca dalla camera e poi rientri così che i miei movimenti possano apparire più logici e naturali al fine di proteggere la mia amnesia. Ho sete.
Il mio vezzo, uno dei tanti, di tenere il frigorifero sempre colmo di bevande si rivela una scelta azzeccata. Acqua naturale, non sortisce alcun effetto al mio palato, malgrado mi sia lavato i denti la bocca è sempre impastata, la lingua pare felpata; succo d'arancia, ecco quello che ci vuole. anche se in cuor mio preferirei una birra ma gassata e gelata sarebbero un suicidio per la mia ulcera. Non male, il succo d'arancia non è per niente male, un goccio di vodka ed è sicuramente perfetto, la vodka poi è inodore, se ne può bere parecchia senza che l'alito ne risenta, un paio di pastiglie di Novalgina faranno sicuramente bene alla mia emicrania, sì sono come 60 goccie e la mi pressione forse è già troppo bassa per sopportarle, ma chi se ne frega! Non ho controllato i vestiti di lei, se c'avessi pensato prima ora forse saprei con certezza chi giace nel mio letto. Meglio fumarsi una sigaretta e gongolarsi del fatto che chiunque ella sia è nel mio letto e c'è venuta mentre io ero sbronzo, se mi ha trovato attraente così... E se anche lei fosse stata sbronza? C'è anche questa eventualità, vorrei scartarla ma s' insinua nei miei pensieri! La prima sigaretta mattutina è semplicemente strepitosa, una vera chicca, un vizio assolutamente irrinunciabile; l' emicrania sta lasciando il posto ad un leggero stordimento dovuto probabilmente alla vodka, alla Novalgina ed all'alcool che ho ingerito sino a poche ora fa.
Ultima boccata di sigaretta, ultimo sorso di succo d'arancia e mi dirigo verso la camera. Cazzo! Ci sono due possibilità: o sono ancora sbronzo oppure è proprio Giulia nel mio letto. Probabilmente hanno ragione i miei amici, è una bella ragazza, forse qualcosa in più che bella, ma è odiosa, mi sta proprio antipatica, ciò che più mi stupisce è che credevo di essere antipatico io a lei: ho sempre avuto la netta sensazione che mi odiasse, che non condividesse il mio modo di vivere da libertino, da debosciato forse.
Talvolta la vita riserva momenti che fanno maggiormente apprezzare la vita stessa, anche quando si vive con la consapevolezza che la si sta gettando via. Nulla è costretto in uno schema, in un percorso predeterminato; la banalità esiste solo se non si assaporano le cose che ogni giorno ci si parano di fronte agli occhi, se invece che subire questi eventi ci si adopera ad assumerli attivamente, a berseli, a gustarseli fino all'ultima goccia che si ha la capacità di spillare allora tutto cambia. Tutto assume una colorazione che ci toglie il respiro che fa godere le nostre cornee sia che siano colori pastello, che siano colori caldi piuttosto che freddi o ancora fosforescenti sono comunque i colori che in quel preciso momento hai voglia di che ti riempiano gli occhi.
Questo momento devo proprio godermelo, il solo pensiero che lei è qui nel mio letto mi riempie il cuore di gioia, malgrado io non la sopporti sono felice che lei sia qui. Magari godo solo dell'imminente rivincita che con buone probabilità mi appresto a concedermi, o che più probabilmente mi sono inconsciamente concesso poche ore prima. Sì, è una rivincita! Chissà perché è una rivincita? Forse per delle idee politiche opposte? Forse perché ho sempre visto lei come bigotta, come bacchettona ed io sono un libertino? Forse perché lei è davvero bella ed io no? Non ho quasi mai avuto astio verso le persone, perché ora è così prepotente questo mio stato d' animo? Poco importa, ora ho voglia di provare, finalmente lucido, il sapore dei suoi baci.
Tutti questi pensieri vengono a turbare un momento splendido, accidenti alla parte irrazionale di me che riesce a soggiogare la sua antagonista, bello sarebbe godersi questo momento, questa donna senza pensieri che devino per in solo istante il tragitto della mia mente verso il piacere.
Non posso svegliarla, opto per un più codardo e scontato approccio: l' abbraccio nel sonno, o meglio nel suo sonno. e nella mia lucida veglia. Mi sdraio sul letto ed inizio una manovra di avvicinamento lenta, studiata nei minimi dettagli, cadenzata dal suo respiro. Stop. Il suo respiro non è quello di una persona che dorme, mi ha sentito ed è lì che attende le mie mosse. Detesto e benedico questa mia perspicacia, sarebbe stato insopportabile avvicinarmi a lei fingendo di dormire e scoprirla sveglia, imperdonabile.
Sfioro con il mio piede la sua gamba: scotta; il contatto della mia pelle con la sua ora è bruciante, non credo sia cambiata la sua temperatura corporea, bensì il mio stato d'animo nell'approccio. Cosa è successo poche ore prima? Se solo lo ricordassi ora saprei come comportarmi, ma forse è meglio così, malgrado sia nel mio letto è una novità assoluta.
Le sono vicinissimo, ha indosso la mia giacca del pigiama, io i pantaloni; devo ricordarmi di farglielo notare: questa è democrazia. Non faccio a tempo nemmeno a lasciar nascere l'incertezza circa il da farsi che lei si gira, mi guarda con il viso assonnato e mi apostrofa "ben tornato nel mondo dei vivi" , il tutto seguito da un sorriso dolcissimo. Non replico, mi avvicino solo al suo viso, lei apre gli occhi dopo esserli non troppo elegantemente stropicciati e mi fissa. Non sono un gran che i suoi occhi, ma in quel frangente mi colpiscono, e colpiscono duro! Rimango incantato a vederla, a fissarla da così vicino ad averla nel mio letto.
È semplicemente splendida con le pupille così dilatate per l'oscurità, vorrei tanto che fossero così perché di fronte a lei ci sono io ma non posso essere così pretenzioso, non posso certo fare un effetto così. Ora il suo respiro ha cambiato ancora ritmo, le sue labbra, dopo che lei le ha fugacemente umettate, si schiudono leggermente, ha il labbro inferiore leggermente più carnoso di quanto ricordassi, abbassa gli occhi che ora fissano le mie labbra, piega leggermente la testa verso di me. Avvicino lentamente le mie labbra alle sue il primo contatto è una scarica elettrica, mi scuote, fa cambiare il ritmo del io cuore, aumenta la sudorazione delle mie mani (la odio) e m'incolla alle sue labbra.
Dapprima appena schiuse, morbidissime; istantaneamente all'unisono, quasi ci fosse un precedente accordo, le bocche si aprono le lingue si toccano, appena appena, poi si carezzano, senza vergogna, senza ritegno; è incredibile, sento già un principio di erezione con un bacio, sì, ma che bacio. Pare non voglia finire mai questo bacio, non voglia che finisca.
Lentamente le labbra si staccano malgrado le lingue ancora si cerchino, il mio sguardo cade sulle sue labbra: rese ancora più belle e apparentemente morbide dalla nostra saliva. Ora vederle così dischiuse appena reduci da un bacio catalizzano la mia attenzione. Prendo il suo viso tra le mani, alzo leggermente il suo mento così da porre fine alla mia ricerca del suo sguardo, quando apre gli occhi sono lì ad attenderla, c'è gioia nei suoi occhi, "buongiorno Giulia".
Il tempo che intercorre tra il primo bacio ed il successivo sono cosciente essere minimo, ma ha scaturito una quantità di sensazioni inimmaginabile.
Credo sia da tempo immemore che non riesco a godere così appieno delle sensazioni di un bacio, non credo sia l'alcool ad avermi distolto da tutto ciò, ma solo il mio approccio distaccato e mirato ad altro piuttosto che al bacio stesso.
Curioso pensare che siamo a letto con un pigiama in due e gli unici punti di pelle a contatto dei nostri corpi siano le labbra, le sue mani sulla mia schiena e le mie sulle sue guance. Ogni bacio è intervallato da una miriade di baci che le accarezzano le guance, le labbra, il collo. Una di queste divagazioni delle mie labbra scendono, scendono sotto il suo mento, che immagine inaspettata vederla alzare il meno per permettermi di meglio baciare il suo collo, l'ennesima divagazione si spinge più giù, sbottono la giacca del pigiama per godere della visione dei suoi seni, pieni, non grossi come piacciono di solito a me ma un paio di seni di tutto rispetto, c'è un capezzolo decisamente turgido, l'altro sembra quasi a risposo; nulla da fare, sebbene io abbia dedicato più cure a quello apparentemente meno sensibilizzato il divario c'è. Il sinistro è in netto vantaggio, dovrò farne memoria! Scendo carezzandole il busto con le labbra percorrendo esattamente il percorso che hanno compiuto le mie dita pochi istanti prima, dallo sterno all'ombellico, senza troppe deviazioni, ma con una lentezza estenuante, per lei non so, per me lo è. Al contrario del solito mi piace prendermi massima cura di lei. E che cazzo?!? Io bramavo la visione di un minuscolo perizoma e mi trovo un mio vecchio paio di boxer che non porto da tempo, un paio di quelli larghi (ora prediligo quelli attillati), non ricordo di averglieli dati, ero proprio sbronzo. Che disdetta, scendere con le labbra e trovare i MIEI boxer. Sfioro con il mento il suo pube, da quelle parti solitamente passo per l'inguine, ma quel genere di biancheria me lo impedisce, o comunque, lo rende molto più anonimo. Punto direttamente alla caviglie, che belle gambe che ha sono terribilmente lisce, non credo si depili, la pelle è troppo perfetta perché abbia subito trattamenti così poco delicati.
Con la risalita comincio ad apprezzare maggiormente il fatto che lei non indossi la biancheria che auspicavo poco prima, il panorama che mi riserva il tragitto inverso m'incanta, scosto con la massima attenzione i boxer, e mi trovo a tu per tu con il suo pube. Sarà che il sesso femminile mi è sempre piaciuto, e quanto piaciuto, ma questa volta credo di apprezzarlo come da tempo non accadeva, o forse come non l'ho mai fatto.
Il profumo è inequivocabile, è eccitata, quando sfioro le su lebbra con le mie sento un ansito, soffio con discrezione per solleticare il suo clitoride, risalgo con la punta della lingua e lo trovo, minuscolo ma eretto. Soffio ancora, dei leggeri tocchi con la punta della lingua tenendola il più morbida possibile, il suo respiro è affannoso ma non ha impennate degne di rilievo durante la mia stimolazione; noto con sorpresa che invece l'avvicinarmi alla vagina le crea maggior piacere. Percorro il percorso clitoride vagina ed il suo affanno aumenta, allora mi sistemo tra le sue gambe ed inizio a penetrarla con la lingua. Alzo gli occhi per guardarla in viso e vedo la sua lingua smaniare, prontamente le porgo due dita da mordicchiare e da succhiare, non aspetta altro.
Mi lascia pochissimo tempo per godere del suo sesso che emana un profumo inebriante, con le mani cerca di riportare le mie labbra a contatto con la sua bocca, appena la raggiungo vengo accolto da un bacio inaspettato per la passione profusa. Con una mossa un po' brusca inverte le posizioni, lei sopra ed io sotto, già mi pregusto ciò che mi aspetta. Non si fa attendere, scende velocemente, infila le mani ai lati dei pantaloni del pigiama, io alzo il bacino per facilitarle l'operazione. In un attimo, in meno di un attimo vedo il mio cazzo sparire nella sua bocca, insolito come pompino, ero abituato a vedere lingue e labbra che giocavano attorno a tutta l'asta, ai testicoli, così è dal tempo del liceo che non mi capitava. Cazzo se è brava, non ho mai amato molto il pompino, devo ricredermi, se fatto con questo trasporto è divino. Ma è lei che è così virtuosa oppure è la mia mente che la vede così? Propenderei per la seconda ipotesi, ma ora: non me ne frega un cazzo! Ho voglia dei suoi baci, la chiamo con piccoli gesti a me e lei, parrebbe a malincuore, abbandona la sapiente fellatio. Prima di tornare a congiungere le sue labbra con le mie alza il busto ed in ginocchio con una manovra che ancora non mi è totalmente chiara si toglie i boxer. Si sdraia sopra di me, mi bacia, mi bacia ed ancora mi bacia. I nostri corpi sono completamente a contatto l'un l'altro, ma dura poco; stacca il bacino dal mio, appoggia le ginocchia, con una mano impugna saldamente il mio cazzo e lo punta alla sua vagina e lentamente vi si siede sopra. Trasalgo, un altro colpo così e faccio la figura del quindicenne alla prima scopata.
Ha proprio ragione Henry Miller quando dice più o meno che: quando una donna ti sale in sella, perde la sua dignità, e si guarda in giro alla ricerca di uno specchio che la rifletta in quella posizione. Indemoniata. È un sogno vederla sopra di me, è davvero una bella ragazza, l'accarezzo, i fianchi, i seni, il collo. Saltuariamente la chiamo a me con gesti leggeri, la chiamo per poterla baciare, adoro i suoi baci.
Piuttosto che stimale il suo piccolo clitoride contro il mio pube, come ho constatato fare gran parte delle donne, Giulia predilige far scorrere il cazzo dentro di lei. Ringrazio ancora, con il pensiero, il medico che ha consigliato ai miei genitori di circoncidermi, credo che se avessi avuto glande e prepuzio più sensibili averi goduto di quel trattamento solo per pochi istanti, così è decisamente più duraturo.
Lascio completamente a lei la scelta del ritmo, godo immensamente a vederla, improvvisamente inizia a saltare, ad ansimare, a gemere: chiari segnali dell 'orgasmo. Sono quasi fiero di me per essere ancora lì, con un'erezione da applauso (per quanto mi riguarda) che lei può godersi fin quando vuole, due tre colpi ancora e si accascia su di me, mi bacia e sussurra "grazie".
Tanto il suo orgasmo è stato prorompente e squassante tanto il suo down è imbarazzante, secondi che paiono non finire mai, sembra esausta, svuotata, invece è ancora piena di me, speriamo si ricordi, una scopata così merita di essere finita anche per me, credo.
Riprende a baciarmi, mi coglie quasi impreparato il suo destarsi dal down post-orgasmo, il bacino su muove nuovamente, l'erezione è salva. Sorrido mentre penso a tutto ciò. Pochi colpi e lei si alza, si sfila da me e mi s' inginocchia accanto. Che posizione divina, il suo culo ed il suo sesso esposti, in balia della mia volontà. Non resisto, infilo subito il mio cazzo in lei il suo sesso è fradicio, meraviglioso, un colpi lungo, che sembra non finire mai. Emette un gemito, sapere che le da questo piacere non fa'altro che aumentare i mio ritmo e la profondità dei miei colpi, percepisco però nei suoi gemiti che c'è qualcosa che non le garba. Fermarsi oppure fottersene e fotterla? Fanculo! Non ce la faccio proprio ad essere insensibile a tutto ciò, mi sfilo, dolcemente la sdraio e mi adagio sopra di lei, ha le lacrime agli occhi e con sguardo quasi spaurito: "scusami, lo sentivo troppo in fondo, mi faceva male". Cosa? Ma allora il mio cazzo non è così piccolo come io l'ho sempre reputato. "voglio fare l'amore ancora, ti prego", queste parole mi sembrano quasi una presa per il culo, sono qui che non aspetto altro e lei mi prega di fare l'amore con lei? Incredibile.
Non ho mai apprezzato la missionaria come questa volta, è stupendo tuffarmi con il mio sesso nel suo ed al contempo con i miei occhi nei suoi, quanto è bella, impossibile non baciarla, non dirglielo! La copro di baci le sussurro "sei un favola". Il movimento del mio bacino dentro di lei sembra un movimento involontario, non c'è bisogno che la mia mente intervenga per aumentarne il ritmo o variare la profondità dei colpi, giunge tutto naturale. Il ritmo si fa più serrato, le sue gambe si alzano, le sorregge con le mani ora. "scopami, scopami forte" questo è un colpo bassissimo, la ragione che frapponevo tra godimento ed orgasmo è sparita, ora viaggio dritto verso la meta, sento il mio cazzo pulsare, lo sente anche lei, ed ora che faccio? Coito interrotto (lo detesto) oppure no? Ogni dubbio è istantaneamente fugato mi stringe le gambe sui fianchi e mi dice "voglio sentirti venire dentro di me", per la seconda volta è quasi disarmante: io, libertino, che mi sento di una dolcezza quasi melensa in questo nostro amplesso, lei che ho sempre reputato una santarellina che per contrasto appare quasi sboccata.
Il mio orgasmo ne induce uno pure a lei, i segnali sono quelli, mi abbraccia, mi pianta le unghie nella schiena e mi strige a se. È un orgasmo molto inteso, troppo, mi stupisco quasi di quello che provo, mi accascio su di lei. Cazzo che male le unghie.
Trovo semplicemente assurdo tutto ciò: sono sempre stato tacciato di essere un porco, un perverso ed ora mi trovo qui dopo aver consumato forse uno degli amplessi più appaganti della mia vita, sicuramente uno dei più "casti" e privi di fantasia. Non voglio pensare che dipenda da Giulia, non posso credere di potermi innamorare di lei, non c'è nulla che non vada se non che fino a poche ore va la reputavo una ragazza insopportabile.
Ora ho solo il desiderio di abbracciarmi a lei e riaddormentarmi.
"Giulia, sii gentile, non dirmi mai cosa è successo ieri sera"

 

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