Sulla piazza grande della piccola città, Federico seduto al tavolino del
caffè Oriental aspettava Benedetta.
Come al solito era in ritardo e a lui toccava aspettare.
La storia tra loro due era cominciata da poco più di due mesi.
Era appena ritornato da Milano dove aveva conseguito il master in economia e
aveva assunto la carica di vicepresidente nella finanziaria creata da suo
padre.
Si era messo a girare, cercando facce e luoghi conosciuti, dopo un assenza
di otto anni.
Era entrato, più per curiosità che per vero interesse, in una libreria,
quando la incontrò.
Lei, Benedetta, una compagna dei tempi del Liceo Scientifico.
Era anche la sorella del suo migliore amico.
Ai tempi della scuola, era una ragazza "chiacchierata".
Insomma chi più, chi meno,tutti i galletti della scuola si vantavano di
averci avuto a che fare.
Chi s'era fatto fare una pompa, chi s'era fatto fare una sega.
Chi glielo aveva infilato tra le tette...
Insomma, il quadro di una vera ninfomane!
Lì per lì non l'aveva quasi riconosciuta.
Alta più di un metro e ottanta, bionda, occhi verdi, con capelli, lunghi
fino alle spalle...e una quinta misura... abbondante!!!
Assolutamente strepitosa.
Ai tempi della scuola era una stangona, con occhioni e seno prosperoso.
Ma adesso a distanza di sei anni...
Sembrava un'altra.
Aveva fatto nuoto e palestra, fino a scolpire il suo fisico in maniera
perfetta.
Lì per lì non l'aveva invitata neanche a prendere un caffè, tanto credeva
avessero poco in comune...
Invece in un secondo incontro avvenuto pochi giorni dopo, ad una cena di
lavoro, aveva scoperto che lavorava in banca e che aveva fatto carriera.
Da quel giorno si erano incontrati sempre più spesso e sempre più
volentieri.
Federico si era trovato a fantasticare su di lei, specialmente rispetto a
quelle vecchie storie su quanto fosse "disponibile".
In ogni modo cominciò a portarle qualche regalino.
Le effusioni al momento dei loro incontri e a quello di lasciarsi
diventarono via, via, più intense.
Fino a quando lui la invitò a casa sua.
Una volta chiusasi la porta alle spalle si scatenarono come furie.
In un paio di settimane lo fecero in tutti i modi che gli vennero in mente.
Federico ebbe così modo di appurare che in effetti Simona era un tipo
parecchio voglioso ed esigente.
Fortunatamente, da quando sei mesi prima s'era lasciato con la sua ragazza,
( una storia durata sei anni), s'era buttato a corpo morto nell'esercizio
fisico,
facendo sparire la pancetta, irrobustendo la schiena e allargando le spalle.
Non che adesso assomigliasse a Schwarznegger, ma si sentiva bene.
La lunga astinenza dal sesso aveva fornito una bella riserva da spendere.
Aveva scoperto ben presto, come lei lo " usasse ", per godere in modi sempre
più selvaggi.
Un paio di volte gli aveva infilato un dito in culo mentre lo spompinava
(cosa che sul momento lo aveva gelato, ma che dopo aveva apprezzato,
al punto da farsene mettere prima due e poi tre...).
Lei dopo aver ricevuto il suo sperma in bocca, aveva approfittato del suo
rilassamento per ripassarglielo.
La cosa l'aveva attizzata parecchio e aveva voluto ripetere l'esperienza.
Da allora la metà delle volte che veniva, era quasi costretto a ingurgitarsi
la sua stessa roba e ad ospitare due o tre dita nel culo.
Tant'é che veniva sempre più travolto dall'aspettativa nel sapere cos'altro
si sarebbe inventata.
Si era a malapena accorto del fatto che lei aveva preso sempre più il
sopravvento.
Le cose erano andate avanti in un crescendo "Rossiniano".
Fu un sabato sera, verso le 22.00.
A casa sua, dopo una rapida cena a base di penne all'arrabbiata e pollo
di rosticceria con delle fantastiche patate che si scioglievano in bocca.
C'era nell'aria qualcosa che non si riusciva a definire esattamente.
Un non so che di strano, di misterioso quasi.
- Ti ho preparato una sorpresa! -, gli disse fra un boccone di torta e
l'altro.
- Davvero? E cioè? -
- Una sorpresa è una sorpresa, no ? Vedrai che ti piacerà! -.
Lo portò in camera da letto ( lo voleva fare sempre e solo lì), con quello
sguardo assassino, da maliarda...
Nella stanza c'era un lettone, due comodini, un armadio e un cassettone, tre
pareti erano circondate da specchi
Più d'una volta l'aveva scoperta a guardarsi mentre veniva presa alla
pecorina o stava su di lui a smorzacandela.
Si erano spogliati.
Lei gli aveva afferrato il cazzo e aveva cominciato ad accarezzarlo con
passione.
Aveva iniziato a succhiarlo, in questo, bisognava ammetterlo era una
maestra!
Mentre gli massaggiava i coglioni, risaliva l'asta con la lingua, si fermava
un istante e poi si buttava a capofitto sulla cappella, ciucciandola con
avidità... le sue guance si incavano fino allo spasimo...
Lo faceva davvero impazzire.
La sua lingua era scesa giù, gli aveva leccato i coglioni, per aumentare
ancora la sua eccitazione pensava lui...
Invece no, era scesa ancora più in basso, gli leccava il buco del culo,
faceva entrare la sua lingua morbida dentro...
Lo penetrava quasi con quella lingua...verso l'altro
Gli aveva infilato un dito e iniziò a farlo entrare ed uscire, come un
piccolo cazzo duro, lo muoveva dentro, lo girava torno, torno mentre
continuava a sbocchinarlo senza tregua.
Ad essere stimolato con le dita si era decisamente abituato, anzi gli
piaceva.
Così quando lei gliene aveva infilato un'altro neanche aveva protestato.
Cominciava a non capirci più nulla, la cosa lo faceva impazzire.
Lei tutt'un tratto si era fermata.
Lo teneva sospeso sul filo...
- Ecco la tua sorpresa!!! -, aveva esclamato tutta contenta.
Dal comodino aveva estratto un bifallo di lattice di dimensioni normali,
corredato di una specie di imbracatura, fatta apposta per lei.
- Cristo! Che diavolo ti salta in mente? -, aveva esclamato, mentre lei si
era infilata la nerchia nella fica e poi si era allaccia il tutto in un
attimo..
- Tesoro... l'altra volta mi hai chiesto cosa si provava a prendere un cazzo
nel culo, fino alle budella, no? Ho pensato di fartelo provare...a me
piacerebbe tanto !-,
" Lo diceva come se gli stesse chiedendo se preferiva the o caffè!! ".
- Scordatelo! Come ti vengono in mente 'ste idee? Non sono mica
frocio ! -.
- Uhhh... Frocio!! Hai ancore queste fisime da macho!! Dopotutto quello che
abbiamo provato insieme? Vedrai che ti piacerà. -, insisteva.
Se ne stava lì, incredibilmente splendida.
Con quell'affare allacciato alle reni era davvero uno spettacolo!!
" Però voleva farselo allo spiedo!! ".
- Non so se mi sono spiegato, ma proprio non se ne parla! -.
Doveva mostrarsi deciso, duro perfino!!
- Se fai il bravo, Benedetta ti fa un regalo... -.
- Cioè? -, si ritrovò a chiedere come un fesso completo.
- Per un giorno, domani è domenica no? Saro la tua schiava, potrai chiedermi
tutto quello che vuoi!...Tutto, tutto capito? -.
Fu davvero sbalordito dal ritrovarsi a pensarci, a pensarci sempre più sul
serio.
Lei era davvero uno spettacolo!
Il pensiero di potergli chiedere qualsiasi cosa, senza che lei potesse
rifiutarglielo lo intrigava.
- Bè io ecco...-.
Lei si avvicinò con quel passo da pantera che contribuiva parecchio a
irretirlo e le si spiaccicò contro.
La pressione del suo seno sul torace lo eccitò, ma ancora di più
lo stimolò la pressione di quell'affare sintetico sul suo.
- Tranquillo... vedrai che ti piacerà» disse lei tutta sospirosa.
Si ritrovò in ginocchio davanti a lei e cominciò succhiarle il cazzo per
lubrificarlo un pò e lei cominciò subito a muovere i fianchi.
Federico si accolse dallo sguardo che lei era davvero in fregola.
Continuò a pomparlo così per un pò.
Solo dopo che lei l'ebbe ulteriormente lubrificato con della vaselina, si
rese conto che lei l'aveva fatto apposta, soltanto per la libidine di
vederlo
sottomesso!
Ma ormai era fatta!
Certo che gliel'avrebbe fatta pagare!
Adesso era a quattro zampe sul lettone, lei gli si mise dietro e cominciò ad
accarezzagli il culo, poi lo penetrò col dito unto di vaselina.
Prima uno, poi dopo un pò due... Infine lei gli appoggiò quell'affare sul
buchetto.
Le sue mani l'abbrancavano per i fianchi, con forza inaspettata.
Federico si senti assolutamente impotente e a quel punto cominciava gia
ripensarci.
Fu solo un riflesso, spostarsi in avanti, cercare di sfuggirla...
A quel punto lei ridacchiò leggermente e cominciò a spingere.
- Dove scappi sciocchino? -.
Avrebbe pagato anche quella poco ma sicuro!!
Lei gli afferrò il cazzo, mentre cominciava a spingere.
Federico senti che cominciava ad aprirsi...
Tirava un bel pò che diamine!
- Rilassati su! -, aveva mormorato quella completamente in voglia.
Aveva obbedito e questo le aveva facilitato il compito.
Quella nerchia prima così "normale", sembrava essere cresciuta di parecchio.
Sentì che continuava a muoversi, ci dava dentro la maiala!!
Cominciò a spingere e ancora e ancora.
Ad ogni colpo ne entrava sempre di più...Sembrava non dovesse mai finire!!
Infine senti distintamente il contatto del suo pube sulle chiappe.
- Ci sono riuscita visto? Mi ti sono ingroppata per bene, contento? -.
Prese a entrare e uscire da lui via, via, con sempre maggiore slancio.
La presa sul suo cazzo prima immobile, divenne una sega spettacolosa.
Avevano preso a muoversi all'unisono.
Simona eccitata ancor più dal fallo che penetrava anche lei, aveva
cominciato a darci dentro alla grande suonandolo con tutti i sentimenti.
Avevano preso a gemere entrambi come matti
Federico ebbe in quel momento una rivelazione.
" Forse era a questo che mirava, fin dall'inizio. Tutto quello che avevano
fatto insieme, serviva a portarlo a quella notte! Si capiva chiaramente che
le piaceva sbattersi i maschietti più di ogni altra cosa!! Ah... ma
l'avrebbe pagata,
l'avrebbe pagata molto cara!! ".
Ebbe paura, perché adesso era alla sua mercé, ma, proprio nello stesso
momento in cui faceva quella riflessione, Federico sentì il suo piacere
aumentare a dismisura. e prese a muoversi con lei.
La scena che si rifletteva negli specchi era fantastica!!
- Avanti dillo!! -, aveva ingiunto lei.
- Dire che? - rispose lui.
- Dillo che ti piace! -.
- Ma io...-.
Lei gli rifilò una bella stoccata, che, ci mancò poco lo facesse venire e
poi riprese a sbatterlo di nuovo con lo stesso ritmo.
- Dillo! -.
Era completamente partita!
Il cazzo che penetrava anche lei la stava portando al godimento.
Lui aveva capito che prima l'avesse accontentata prima sarebbe finita.
- Mi... mi piace!! -, disse.
Lei prese a smaniare, gli mollò l'uccello e agguantatolo per i fianchi prese
a farselo senza alcun risparmio.
Così lui insistette, anche perché gli dava uno strano piacere.
- Si così sbattimi, da brava!!! Dai!! Dai cosi!! Come sei brava!! -.
- Bastardo!! -, gridò lei, - Così non vale! -.
Vennero insieme e fu una specie di tornado, che, li lasciò distrutti.
Il cazzo che fino ad un secondo prima lo aveva fatto godere come un porco,
ridiventava una cosa estranea, non desiderava altro che lei lo levasse in
fretta.
Lei invece mosse un piccolo gancio e si staccò da lui, lasciandoglielo
dentro.
Sempre a pecorina, l'aveva sentita armeggiare un pò.
Poi, finalmente, gli aveva sfilato la nerchia dal culo.
Neanche il tempo di trarre un sospiro di sollievo, che si ritrovò
intrappolato nuovamente per i fianchi dalle sue mani forti, mentre gli
appuntava un'altra volta il cazzo sul buchino non più vergine!
Neanche il tempo di protestare, che lei riprese a farselo.
" Ma non si stancava mai quella?!? ".
Soltanto adesso gli entrava nel culo un affare di ben altro calibro!!
- Ma che diavolo t'inventi, stronza ? Che ti sei messa in testa?», aveva
protestato.
- Ohhh...avanti amore, credevi fosse già finita? No certo è appena
cominciata!! -.
Aveva continuato a spingere e lentamente ma inesorabilemente quel cazzone si
era fatto strada in lui fino in fondo!
Si sentì mancare il fiato!
Le forze gli venivano meno...
- Credevi davvero di potermi comandare eh??», aveva continuato lei.
- Povero sprovveduto!! Sapessi quanto ho aspettato questo momento...
Quanto ho aspettato di poter fare questo...-.
Si sfilò quasi per intero e cominciò a far entrare e uscire solo la punta.
Continuò così per un bel pò fino a quando ogni ombra di resistenza non fu
completamente fugata.
- Ecco così! Zummete, zummete e poiu ancora zummete!
Kettenepare stallone? -.
Affondava dentro di lui completamente, era davvero inarrestabile...
Gli specchi riflettevano la sua immagine, che con la bocca
leggermente aperta, accoglieva la mazza senza manifestare più
alcuna volontà.
Fu una rivelazione per lui, che proprio nell'essere completamente
soggiogato, nell'affidarsi completamente alla volontà, perfino all'arbitrio
di un'altra persona,
si provasse una tale incredibile sensazione di libertà.
Aveva preso a muoversi per andarle incontro e lei aveva cominciato ad
affondare i lui fino all'elsa, sbattendolo ripetutamente fino in fondo, per
poi riprendere ad affondare solo di punta brevemente e di nuovo a fondo.
Ormai si muovevano all'unisono e galopparono insieme fino a crollare
completamente disfatti.
Finalmente lei s'era tirata fuori, s'era levata quell'aggeggio di dosso e
aveva permesso che s'abbeverasse alla sua micetta.
L'aveva servita così bene che lei se n'era venuta ancora una volta.
Poi s'erano addormentati entrambi su quel letto disfatto.
A causa del lavoro non avevano potuto vedersi per una settimana intera.
Entrambi avevano deciso che il lavoro non doveva entrarci con la loro
storia.
Adesso dopo che, grazie alle informazioni, che lei gli aveva dato, aveva
chiuso un eccellente affare.
Potevano godersi insieme per le vacanze di Pasqua, quattro giorni di ferie.
La vide uscire dalla Alfa 175 appena parcheggiata.
Si alzò, pagò la consumazione e le andò incontro.
- Mia regina...-, mormorò piano... |