Porno
Hentai Orge Guardoni Gay Trans Lesbiche Mamme Mature Pompini Sadomaso Amatoriali  
Racconti porno
La signora Lucia
Insonnia
Sesso sul lago
Mia moglie
L'ultima volta
Notte di sesso
Il risveglio
Radura erotica
Della rosa il gambo
Nel pianerottolo
L'appuntamento
Il sussurro
Il tormento
La scelta di Anna
Il suonatore Jones
Allo specchio
I petali dell'orchidea
Seduzione erotica
Le reazioni di Anna
Voglia di porno
Sborrata dentro
Sesso in bicicletta
Le due amiche vogliose
Conosciuta in chat
Giulia
Desiderio di sesso
La padrona
La prostituta
Flax
Il pasto della fiera
La decisione di Isabella
Srrisi all'obiettivo
Strascico da un compleanno sexy
Il nodo
La segretaria
Dormi bene
Appuntamento in chat
L'orso
La mia prima volta
La pioggia
Follia erotica
Affare fatto
Rapporto sessuale multiplo
La porno pittrice
Per un'ora d'amore
Lunga è la notte
Ilaria la vogliosa
Marta e l'amore
Dai fallo
Sono uno schiavo
Storia gay
La riunione
Sverginata
L'accidia
Sesso tropicale
Perversa
Aspettativa sessuale
La migliore amica della mia ragazza
Chi non scopa a Capodanno...
Notte a sorpresa...
Scanner
Profumo di sesso
La rosa di Creta
Odori sessuali
Sesso in Hotel
Il muro
Fellatio
Inno al pompino
Porno cena
La collezione
Erotica
Sesso al mare
Il supplente di matematica
Porno inquilini
Storia porno
Sesso incestuoso
Sesso e amore
Il clistere
Giancarlo
Doppio ruolo
Porno erotismo
Desiderio sessuale
L'amico di papà
Il piacere orgiastico
Emulazione sessuale
Vacanze e sesso
Deflorazione
Racconto sadomaso
La rivista porno
Poesia erotica
Una serata di sesso hard
Piccola follia

La porno pittrice

La mia predisposizione per le arti figurative ha radici antiche.
Ero ancora una bambina quando realizzai le mie prime opere con i pastelli che mi aveva regalato mio padre. Erano lavori di fantasia per lo più riguardanti il tramonto del sole o piccole barche colanti a picco nel mare. Mi chiamo Clotilde e appartengo ad una agiata famiglia di Milano. I miei genitori, devo dire, appoggiarono molto le mie tendenze artistiche, anche se non si rendevano conto che queste presupponevano una cultura interiore capace di mettere a nudo le inclinazioni della propria coscienza. Mio padre, per esempio, insisteva che riprendessi trionfi di frutta e ortaggi da lui faticosamente preparati, ma io detestavo le "nature morte", al punto di piangere alla sua ostinazione. Con l'aiuto di mia madre, ottenni di passare dieci giorni di vacanza da una zia che abitava in campagna, al cospetto di una natura esaltante nella sua rigogliosa bellezza.
Mia zia possedeva dei cavalli, e furono quelli ad attirare principalmente il mio estro. Lavorai per dieci giorni di seguito con un fervore che non mi conoscevo prima. Forse avevo trovato la naturale inclinazione del mio spirito. Macchè! Quei dieci giorni non furono che l'inizio di un pessimo rapporto tra me e mio padre e forse una svolta nella mia vita fino ad allora cosi ricca di spunti creativi! I miei vollero vedere la produzione artistica di quella vacanza. Non l'avessi mai fatto! Il primo foglio del mio album, rappresentava uno scorcio di campagna con alcuni cavalli che pascolavano sul fondo.
L'opera ebbe l'approvazione incondizionata di entrambi. La mia matita aveva ripreso con un realismo eccezionale, il membro di un cavallo in piena erezione.
Uno spettacolo sconvolgente che solo chi ha avuto la fortuna di assistervi può apprezzare la selvaggia bellezza! Dal secondo foglio, l'album non riportava altro che cazzi di stalloni ingrifati, presi da ogni angolazione e da diverse prospettive.
Inoltre c'erano disegni che riproducevano gli aspetti più sensazionali della monta equina. Ne ero rimasta letteralmente affascinata! Mio padre però non fu dello stesso avviso.
Per un pò temetti che gli venisse un colpo apoplettico, ma infine prese a sbraitare contro di me e contro mia madre che aveva preso le mie difese, o meglio le difese della mia opera artistica. In effetti la mamma si dimostrò un energica sostenitrice dell'arte ispirata alla natura. Fu lei che in seguito mi fece proseguire agli studi ignorando completamente le proteste sempre più deboli di mio padre, che seguitava a sostenere che ero una zoccola anzichè un'artista.
Oggi che sono cresciuta, so che è il sesso a ispirare la mia indole artistica.
Seguito a dipingere cazzi, fiche, culi, e tette e tutto ciò che abbia a che vedere con queste parti anatomiche, con una passione che non ha l'eguale.
Ci sono pittori che continuano a dipingere imperterriti, e per tutta la vita, biciclette, barche, ombrelloni sulla sabbia, e io invece dipingo cazzi.Che ci volete fare? E lo dico senza nessuna malizia: questa mania riguarda solamente il lato artistico creativo del mio cervello. Per il resto sono una donna normale con un normale appetito sessuale.
Ad un certo punto, la mia più grande aspirazione divenne quella di riuscire a frequentare la scuola di nudo del celebre prefessore Saltarini. La cosa non era facile, perche il Maestro notoriamente accettava allievi solo dopo un rigoroso esame e quando aveva la convinzione che si trattava di un elemento con ineccepibili doti artistiche.
Figuratevi quindi la mia gioia quando il sommo, dopo aver visionato le mie opere migliori, mp accettò nel suo studio.
Il primo giorno di lezione, c'era con me anche un altro studente, Remo, un vero fenomeno del pennello e della matita. Dopo averci dato le ultime istruzioni, il professor Saltarini ci lasciò soli con una modella di colore con un ficone nero che più nero non si può! Un pezzo di fica statuario che nemmeno nei musei avevo mai visto l'uguale! Anche Remo era visibilmente emozionato. La sola a mantenere un contegno tran quillo anche se vagamente ironico, era la modella che pareva godesse del nostro imbarazzo. "Dite un pò bambini" disse la troia ad un tratto "non avete mai visto una fica nera?" "Senti bella - risposi stizzita - " ho visto più cazzi io di quanti ne hai beccati tu in tutta la tua vita".
Melissa, cosi si chiamava l'africana, scppiò a ridere e prese a titillarsi i capezzoli:" E allora perche non venite qui a dipingere i miei caporelli? Siete bravi anche con le lingue?" Si trattava di una autentica provocazione, ma Remo ed io non ci lasciammo intimorire. Dopo esserci scambiati uno sguardo d'intesa, ci lanciammo contro la puttana equatoriale che ci accolse a zinne dritte, Cominciò cosi uno dei più famosi incontri d'arte fra modella e artisti.
Remo,però, se ne fregava del tutto di succhiare i maxi capezzoli della negra.
Era un ragazzo semplice e istintivo che vedeva solo nell'incontro tra fica e cazzo il massimo dell'erotismo e del piacere, cosi glielo sbattee dentro in quella splendida foresta nera, dove trovò le tracce del passaggio di alcune carovane di cazzi.
Il mio collega prese a martellarle l'antro vaginale con violenti colpi che provocarono traboccamenti di umori che avevano l'odore di sottobosco.
Mentre ferveva la galoppata, mi sistemai in modo di poter leccare sia il cazzo stantuffante di Remo, sia la fica pulsante della modella.
Rimasi addirittura inebriata dagli effluvi graveolenti che provenivano da quel potente fregamento. Inoltre lo spettacolo che si era presentato sotto ai miei occhi era veramente un inno alla natura, al selvaggio movimento del possesso! Mentre leccavo la clitoride di Melissa, cercavo di tenere a mente ogni più piccolo particolare, per immortalare il tutto su una tela che avrebbe rappresentato il mio capolavoro.
Più tardi fu la negra a restituirmi la visita e lo fece per farmi assaporare la sua lingua rasposa che mi provocava brividi di intenso eccitamento. Nel frattempo Remo seguitava a scoparla.
Sembrava non volesse più uscire dal bosco. Cosi m'ingegnai a leccare tutta la pelle di Melissa, con particolare riguardo al pauroso spacco situato tra le sue chiappe nere.
Finalmente le cose cambiarono....Remo abbandonò la fica fradicia di Melissa e mi aiutò a sistemarmi su di lui, nella posizione del 69....Succhiai il suo cazzo e lui la mia fica, mentre la negra mi infilava la sua raspa nel buco del culo.
Cacciai un gemito di piacere.Quell'incontro mi sarebbe stato utilissimo per proseguire la mia attività artistica. Avevo conosciuto particolari sessuali importantissimi Dopo queste prime schermaglie d'amore ci eravamo letteralmente galvanizzati.
Remo mi impalò sulla sua asta di ciccia scuotendomi come un albero di olive mature.
In quel momento Melissa prese d'assalto il mio corpo. Cominciò a leccarmi dal clitoride alla radice dei capelli, dalla nuca al buco del culo... e poi le cosce accoglienti, il ventre palpitante, le tette vogliose.Quella della negra era una lingua pesante, che si faceva sentire...
Dava la stessa sensazione di cinque dita con le unghie appuntite che ti raspano delicatamente la schiena. Una esperienza folle, inimmaginabile. Mi chiedevo come sarebbe stato possibile rendere adeguatamente quelle supreme sensazioni con una matita e un foglio da disegno.
Mentre l'uomo continuava a slargarmi la fica col suo mazzuolo, Melissa aspirava con la sua bocca capace, una buona porzione di tette. Sembrava che volesse asportarmele ed io, pur cominciando a provare una sottile sofferenza erotica, accettavo quel succhiaggio poderoso, cercando di fare entrare nelle sue fauci, l'intero globo della mammella. Fu in quel momento che Remo, con un urlo da fiera selvaggia, rovesciò sul mio corpo una valanga di sperma che Melissa e io stessa cercammo di non perdere con le nostre lingue.
Poco dopo il professor Saltarini rientrò nello studio e ci trovò tutti ai nostri posti.
Appena in tempo! George

 

Accesso download