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La prostituta

- Eccolo, stà arrivando, lo riconoscerei tra mille; ormai conosco la sua macchina, sì stasera si fermerà, stà girando intorno alla rotonda dopo avermi vista.
Abbassa il finestrino, la guarda con il suo solito sguardo. Come definirlo? Da pesce lesso? Da uomo innamorato? Di lei? A questo pensiero le viene da ridere. Eppure le piace quell'uomo, quarantenne, con un matrimonio fallito alle spalle, come a fatto quella donna a farsi sfuggire un uomo del genere? Stupida, ma almeno per adesso è suo. Anche se solo per qualche minuto ogni tanto. Anche se per venire da lei deve pagarla.
- Ciao, amore, come stai? Dice aprendo la portiera, si siede sul solito sedile, che bello, un po' di calore. Lui sa che le piace il caldo, dopo tutto quel tempo che deve passare al freddo in attesa di un cliente. Lui innesta la marcia e la porta nella solita viuzza buia. Non ha paura quando è con lui, si sente tranquilla.
Ferma la macchina, e si scambiano le soliti frasi di rito, sempre le stesse, ormai quello che si dovevano dire se lo sono detto quando erano usciti a cena insieme la prima volta.
- che strano tipo, pensa lei, chissà che ci trova in me, può avere tutte le donne che vuole, e lui viene sempre da me.
- cosa vuoi fare questa sera? - Tutto.
Le passa le cinquantamila, sono il suo prezzo, per dieci minuti di piacere, ma lei sa già che saranno molti di più, è un cliente diverso da tanti altri. Si spoglia.
- dai spogliati anche tu.
- wow sempre grosso vero? Mi fai impazzire con il tuo cazzo, adesso lo vestiamo, così è pronto, ma prima, che ne diresti di farmi uno dei tuoi magnifici massaggi? Oggi sono molto stanca e c'è molto freddo.
Le sorride, sa che lui ama molto coccolarla, e anche a lei piace coccolarlo un po' quando capita l'occasione. Si gira, si sdraia sul sedile abbassato, e sente le sue mani che cominciano a percorrerle la pelle. Si dedica alle sue stanche gambe, per poi risalire con movimenti circolari fino al suo sedere, poi più su, lungo la colonna vertebrale. La fa sempre bagnare con le sue mani, la eccita, non potrà mai rinunciare a questo lavoro, è venuta dalla Romania con sogni che si sono infranti sulla strada, ma ora questa strada le permette di avere molti soldi, è libera, non deve nulla a nessuno, e questo le piace, le piacciono i soldi, ma qualche volta le manca il calore di un amore, anche se di amore ne ha tanto, a pagamento.
Lo sente eccitato, ma non importa, sa che lui può aspettare, si vuole godere questo momento, vuole sentirsi rigenerare per un po'.
Intanto le mani raggiungono le spalle, che bello, quando preme con le sue dita su quei due muscoletti indolenziti. Si sente sciogliere.
Quasi arriva ad addormentarsi, e intanto sente il suo respiro un po' affannoso, hehehe è faticoso in macchina fare i massaggi, ma è tanto bello.
- ok! Ora tocca a me massaggiare te, rimettiti sul sedile.
Appoggia la testa sul suo petto, ascolta il cuore del suo cliente che batte tranquillo, intanto con la mano comincia a scivolare su quel membro ben sviluppato, peccato per il preservativo, non si può senza, ma le piacerebbe. Ma lui non accetterebbe che lei continuasse quel lavoro, quindi deve lasciare da parte questi sogni.
Si avvicina con la bocca, gli passa con la lingua lungo tutta l'asta, con calma. Poi lo prende in bocca tutto, e si gode il suo mugolio di piacere. È grosso, ma riesce a farselo arrivare fino quasi in gola, oramai non le da più fastidio il sapore del lattice, dopo tutto quel tempo.
Mentre muove le testa sul suo membro sente le mani del cliente che le passano ancora con delicatezza sul corpo, sul suo seno che ormai è turgido, gioca con i suoi capezzoli, che diventano sempre più duri. Sì le piace quell'uomo, è qualcosa di più di un semplice lavoro. Con una mano si passa in mezzo alle gambe, sì, è umida, non farà fatica a riceverlo, anche se è grosso, e con l'altra accarezza i testicoli ormai rigidi, ma non deve farlo venire nella sua bocca, merita qualcosa di più.
- dai, vieni, ho voglia di sentirlo dentro di me.
Ne ha avuti tanti oggi, ma questo è sempre speciale. Alza la testa e lo bacia, e le piace che lui contraccambi quel bacio, che sa di plastica, ma è caldo, caldo come lei, sa che non dovrebbe farlo, sa che con i clienti non deve permetterselo, ma cavolo chi se ne frega? Gli piace, se lo terrà finché lui non si troverà qualcuna che deciderà di dargli oltre al suo corpo anche Amore, senza farsi pagare, sa che un giorno non lo vedrà più fermarsi, sa che non può permettersi di salutarlo quando lo vede passare.
Si alza, si inginocchia sul sedile e lo aspetta, mentre lui si sposta da sotto al volante dietro di lei, gli prende il membro in mano e lo guida fino all'ingresso, è abbastanza umido il presevativo della sua saliva, ma ancora più umida è lei, scivola dentro malgrado le sue dimensioni, per un momento rimane fermo, sistemandosi sul sedile, poi comincia pian piano ad affondare sempre più. Come le piace, riesce a riempirla in un modo che nessuno dei suoi vari clienti riesce, senza fretta, entra sempre più fino a raggiungere l'utero, e le scappa un verso di piacere, e questa volta non è finto come al solito, con lui non ha bisogno di fingere, con lui gode veramente.
Ora comincia a muoversi e lo sente uscire piano, per poi rientrare con forza, ma sempre lentamente, le sue mani sui fianchi, lei lo aiuta spingedosi su di lui, per sentirselo ancora più in fondo. Con una mano si tiene al sedile, mentre con l'altra continua a guidare quel membro che la stà sconquassando, che la stà letteralmente aprendo in due, ma non prova assolutamente nessun dolore, è troppo eccitata (e allenata) per sentirlo. Una mano del cliente è salita fino ai suoi seni, li stringe, stringe i sui capezzoli duri provocandole un piccolo, ma piacevolissimo, dolore.
- continua così. Dai, forza, mi stai facendo impazzire.
Sente il proprio respiro che si fa pesante, che si unisce ai versi quasi trattenuti del suo cliente, non l'ha mai sentito gridare come fanno altri, è sempre molto silenzioso, anche mentre gode, ma ora è lei che stà godendo, si sente sciogliere tra le gambe, e ora che lui accelera il suo movimento l'orgasmo la travolge, e lei urla, non può trattenere quel grido liberatorio che le nasce dalle viscere e le giunge alla gola in un crescendo esplosivo, urla, e le gambe quasi le cedono, ma non si deve preoccupare, ci pensa il suo cliente a trattenerla, che si è quasi fermato mentre lei godeva, per poi riprendere con ancora più velocità. Lo sente irrigidirsi dentro di se, e poi sente i suoi gemiti soffocati mentre il suo cazzo sobbalza, e arriva un nuovo orgasmo, ma come fa quest'uomo a farla godere due volte di seguito, quando durante il giorno si è presa tanti di quei cazzi da poterne fare una collezione? Si accascia su di lei rimanendo dentro, ancora per un po'. Lo sente diminuire di dimensioni, lo sente mentre le bacia il collo e e le morde un orecchio. Ma deve fare in fretta non deve correre rischi, deve farlo uscire stando attenta che non si sfili il preservativo, non vuole rovinarsi, in qualsiasi senso. Il suo cliente si riporta esausto sul sedile di guida e con un fazzoletto di carta che lei stessa gli fornisce si toglie il preservativo e si ripulisce. Poi entrambi si rivestono, è finita anche questa volta, ma non vuole lasciarlo andare subito, si accoccola un po' fra le sue braccia calde, che la avvolgono.
- Chissà cosa prova per me, pensa, per rimanere qui anche dopo per un po'! per darmi un po' di calore invece di scappare subito come fanno tutti gli altri, quasi vergognosi di quello che hanno fatto! Rimangono ancora qualche minuto, poi lei si scuote.
- dobbiamo andare, è quasi un'ora che siamo qui, con te è sempre così lunga.
La riporta con calma dove l'ha caricata, apre la portiera, un vento gelido la avvolge mentre scende.
- Ciao amore, ci vediamo, una sera passa verso le quattro di notte, ti porto a casa mia, così mi fai un massaggio di quelli giusti, ma senza sesso, a casa non si lavora.
Un suo sorriso, un assenso, ed è di nuovo sola. Se ne è andato ancora una volta per chissà dove, avrà qualcuno che lo aspetta? Non crede, non aveva bisogno di mentire con lei, sapeva che non gli interessava se aveva ancora una moglie, sa che si stà dirigendo a passare una notte solitaria, in un letto che è freddo, immensamente vuoto, e vorrebbe essere con lui, per scaldarlo con il suo corpo, con il suo amore.
Ma ecco, un altro cliente arriva, ora non deve più pensare, ora deve ritornare ad essere la professionista di un lavoro vecchio come il mondo, osteggiato, ma accettato comunque, perché prima o poi tutti passano da lei e dalle sue colleghe.
Un sorriso sulle labbra mentre il finestrino si abbassa.
- Ciao amore, sono cinquantamila figa, e trenta bocca. Andiamo?

 

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