".frequentavo Anna da circa otto mesi. ci eravamo conosciuti in una calda ed
afosa serata di fine agosto, una serata che ancora oggi ricordo in modo
amaro perché persi per sempre la ragazza che amavo (purtroppo ricambiato in
modo "anomalo").
Ma la colpa non fu di Anna. ma solo del mio stupido orgoglio.ma questa è una
storia che non vi interesserebbe.
Comunque sia, Anna entrò nella mia vita e la segnò per parecchi mesi. all'
inizio sembrava tutto stupendo, dolci momenti passati in teneri abbracci e
serata in allegria con gli amici. ma.solo baci e carezze e poco altro.
Io avevo 20, lei 18.. ci amavamo (almeno credevamo di amarci) ma il sesso
sembrava un tabu.
Quando nell'intimità della sua camera iniziavo a coccolarla sembrava
sciogliersi, salvo poi irrigidirsi bruscamente quando la mia mano iniziava a
scendere sul suo corpo; non mi mostrai mai seccato della cosa anche se in
cuor mio iniziavo a soffrire di quella situazione. Forse non ero la Persona
con cui sperava di farlo per la prima volta, o forse proprio l'essere
vergine la bloccava. fatto sta che dopo otto mesi non conoscevo quasi il suo
corpo.
Le cose iniziarono a raffreddarsi tra noi, lei iniziava a limitare le
possibilità di rimanere soli, cercando di uscire sempre più spesso in
compagnia. e fu proprio una di quelle sere che conobbi Chicca, la sua
compagna di classe nonché la sua migliore amica: era l'esatto contrario di
Anna.quest'ultima dolce ed ingenua nei suoi occhioni azzurri cui faceva da
contraltare la freddezza nel manifestare emozioni "fisiche", quasi fosse una
donna già matura e piena di responsabilità.
Chicca invece era esuberante ed inebriante nella sua freschezza.. i suoi
diciottenni erano veri e la sua vivacità fu come un temporale per il mio
spirito già così confuso.; si presentò a casa di Anna per riportarle dei
libri e le sue prime parole furono:
"Oh Anna, finalmente incontro il ragazzo che ti sopporta da oltre otto
mesi!"
Io, nell'imbarazzo più totale non sapevo se ridere di quella frase ( e
probabilmente lo feci poiché ricevetti un'occhiataccia da Anna) o se fare
finta di niente; iniziammo a parlare delle cazzate di cui parlano due
persone che pensano a tutto tranne che a parlare, dimenticandoci quasi del
tutto di Anna (lo so, dovrei vergognarmene, ma tant'è) lasciandoci con le
solite promesse e frasi cretine "fatti rivedere" .."è stato davvero un
piacere".
La rividi tre o quattro volte, sempre in compagnia ma non pensai mai a lei
come una "botta sicura".era davvero amica di Anna ed inoltre usciva con un
ragazzo decisamente carino, come il 90% delle donne del gruppo sosteneva.
Un venerdì sera chiamai Anna per uscire a bere qualcosa, ma lei rifiutò
poichè l'indomani aveva un compito in classe.non so cosa mi prese ma cercai
e composi il numero di tel. di Chicca..
"Ciao, sono Paolo.stai studiando anche tu?"
"Per il compito di domani. si ma la voglia è sotto le scarpe.non esci con
Anna staser?"
Le raccontai il perché ed il per come e lei mi disse" Un venerdì buttato.?!
"Già." e lì il colpo di genio del perfetto bastardo." a meno che non esca tu
a bere qualcosa con me?"
Mi aspettavo qualunque risposta negativa, ma le sue uniche parole furono"
sono pronta tra 15 minuti"
Bevemmo un paio di birre e naturalmente non ci volle molto per portare il
discorso su Anna.lei sapeva della sua ritrosia verso il sesso e diceva che
dovevo capirla, mi raccontava delle precedenti esperienze della mia ragazza,
ma io continuavo a guardare quegli occhi verdi e quei capelli neri lisci
appena sopra le spalle, la guardavo nella sua camicetta chiara che faceva
risaltare appena il piccolo seno di Chicca.
Sentivo ancora le sue parole quando sfiorando la sua mano con la mia sentii
i nostri corpi vibrare.lei tacque.i nostri occhi si persero gli uni negli
altri.e in un attimo assaporai il sapore delle sue labbra.
Ci staccammo quasi subito. lei chiese di riaccompagnarla a casa.in auto
nessuno dei due parlò e quando giungemmo sotto casa sua pensai che forse la
cosa migliore era dimenticare tutto e chiederle scusa.
Fermai la macchina e mentre mi voltai verso di lei le sue labbra mi
investirono ed a stento riuscii a rispondere al suo vigoroso bacio.. le mie
mani cercarono il suo corpo e nonostante la scomodità dell'auto raggiunsero
subito il suo collo per poi scivolare fino all'attaccature dei seni. piccoli
e sodi ..solo allora mi accorsi che non portava il reggiseno ( che imbranato
neh?) i suoi capezzoli si inturgidirono subito e dopo un rapido sguardo ai
suoi occhi verdi mi tuffai in mezzo a quelle splendide tettine.. le sue mani
si muovevano con sicurezza sul mio corpo eccitato e raggiunsero i miei
pantaloni mentre io alternavo i miei baci e le mie leccatine sulla tetta
destra ed il suo collo.
Dopo avere estratto dai boxer il mio cazzo (che stentai a riconoscere per le
notevoli dimensione che aveva raggiunto in seguito a quella situazione)
iniziò a giocherellarci percorrendo tutta l'asta con la punta delle dite
fino a raggiungere la cappella ormai completamente in vista.la guardai e
vidi una luce nei suoi occhi.non avevamo detto nulla ancora."Ora ti faccio
vedere tutto quello che Anna non ti farà mai" disse rompendo il silenzio che
circondava i nostri corpi. e così dicendo avvicino le sue labbra al mio
cazzo e dopo piccoli baci lo ingoio tutto con maestria. La sua lingua
guizzava intorno alla cappella sfiorandola appena facendomi sospirare ogni
qualvolta all'improvviso decideva di far scomparire il cazzo tra le sue
labbra.
Io intanto avevo raggiunto il centro del suo desiderio, era già
sufficientemente bagnata la dolce Chicca, ma appena sfiorai le sue mutandine
con le mie dita i suoi gemiti si fecero più acuti.. le scostai appena ed
iniziai a titillare il i suoi pochi peli per divaricare lentamente le pareti
della vagina.
"Ti prego scopami.. fregatene di Anna e scopami!" Cazzo, non capivo più
niente e la feci alzare dal suo sedile per adagiarsi sul mio uccello reso
bollente dalla accurata "preparazione" della sua bocca; non avevo neanche un
preservativo ma Chicca non ci badò e sollevando si appena si calò con
precisione sul mio cazzo rivelandosi anche lei molto calda. Fu lei a
condurre inizialmente il ritmo mentre io risalivo le sue gambe e le toccavo
il culo ancora fasciato della gonna nera che indossava.
Solo allora mi resi conto che stavo scopando la migliore amica della mia
ragazza in una via neppure troppo isolata di una paesino di mille anime e
che Anna abitava a meno di cinque minuti a piedi da lì. Incontrai di nuovo
lo sguardo di Chicca, che con la camicetta sbottonata ed il seno nella
penombra sembrava ancora più bella di quello che era."Godo Paolo. sei
stupendo.." quelle parole mi sembravano un sogno ed invece erano reali e
rimbombavano nella mia macchina. Spostai leggermente Chicca sul salirle
sopra e scoparla con foga ma lei mi sorprese ancora voltandosi e
incitandomi. "Prendimi, voglio sentirlo dentro mentre mi sfondi" La presi
alla pecorina e chiamandola potevo stringendolo un seno mentre con l'altra
mano sfioravo il suo piccolo orifizio anale. lei sussultava ad ogni mio
piccolo tocco ed allora senza proferire parola estrassi il cazzo dalla figa
per appoggiarlo alla porta posteriore..lei riuscì solo a dire:" Sfondami
anche il culo, dai alla faccia di quella santarellina di Anna" e le fui
dentro seppure con un po' di fatica.
Scopammo per quasi mezz'ora alternando le posizioni e quando fui sfinito lei
si premuro di spompinarmi fino a ricevere il mio liquido bollente tra le
labbra..la piccola dolce Chicca..
Solo allora, mentre Chicca si ripuliva dalle ultime gocce di sborra,
riaprendo gli occhi vidi il viso di Anna paonazzo a non più di un metro dal
mio finestrino. |