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L'ultima volta

Fuori da questa stanza ci saranno sì e no 3 gradi sopra lo zero questa notte, eppure adesso sto sudando.
Le lenzuola gelate mi avvolgono, mi asciugano la pelle; sto girata su un fianco e ti dò le spalle. Piango piano, non voglio che tu te ne accorga.
Non sono triste. Forse è rabbia.
Manca poco a che il sole torni a splendere su questa montagna che già comincia a profumare di primavera, ma io saluterò il giorno seduta nello scompartimento di un treno che mi porterà per l'ennesima volta lontano da te.
Tornerai alla tua vita perfetta, fatta di una storia perfetta, di un lavoro perfetto, di amicizie perfette e di una famiglia perfetta.
Hai una donna eccezionale al tuo fianco, te lo ripetono tutti, continuamente. Forse un giorno vi sposerete.
E mi mordo le labbra fino a farle sanguinare pensando ai figli che farai con lei e con con me, alle fotografie scattate al mare o ai giardini pubblici che ti vedranno sorridente insieme a loro...
STUPIDA! STUPIDA! STUPIDA! Ma le lacrime continuano a scorrere sulle mie guance fino ad arrivare al cuscino che ormai è fradicio. Sento il tuo respiro leggero sui miei capelli, la tua mano è appoggiata mollemente sul mio fianco.
"Piccola, che hai?" Ti sei svegliato, accarezzandomi hai sentito la mia pelle bagnata dalle lacrime.
Scuoto la testa piano, non è niente amore mio, davvero. Ma non accendere la luce, non voglio che tu mi veda così.
Mi baci una spalla, dici che ti piace il profumo della mia pelle.
Dici che ti piace tutto di me, eppure non è abbastanza, non sarà mai abbastanza.
Cerco di sussurrarti un "ti amo" che però mi muore fra le labbra.
"non voglio che tu sia triste...mi dispiace piccola, davvero...non volevo farti del male" No, non sono triste, cazzo, non lo sono! Non me lo posso permettere.
Mi alzo dal letto asciugandomi le lacrime con le mani, abbandono il lenzuolo sul letto e sento i brividi che risalgono lungo la schiena quando appoggio i piedi sul pavimento gelido; vado verso la finestra e la apro appena di modo che entri un po' della luce dell'alba che ci sta venendo a salutare. Respiro profondamente, mi volto verso di te e lascio che tu mi guardi mentre sto così in controluce, ti lascio fantasticare sulla sagoma del mio corpo nudo mentre so che lentamente il tuo sesso sta riacquistando il vigore di poche ore prima.
"dio, quanto sei bella..." Torno verso il letto e ci salgo sopra camminando a quattro zampe come una gatta. Non ti stacco un secondo gli occhi di dosso: adesso il mio sguardo non è più quello della donna innamorata sofferente per la storia bella e impossibile. No, adesso vedi quegli occhi che ti hanno fatto perdere la testa, lo sguardo che ha in sè la freschezza dei miei vent'anni e la sensualità consapevole della donna che ti ha leccato, ti ha bevuto, ti ha mangiato.
Salgo sopra di te, lascio che i nostri sessi giochino fra di loro attraverso la stoffa dei tuoi boxer, ti stringo i capelli e con la lingua percorro un sentiero tutto mio che dal tuo petto arriva fino al collo, all'orecchio...
Chiudi gli occhi...ti piace, eh? Ti mordo, adoro farlo, hai la pelle morbida e liscia come quella di un bambino...basterebbe che affondassi appena un po' di più le mie unghie mentre ti graffio la schiena per lasciarti il mio "marchio" addosso per settimane. La tentazione è così forte...
Sento pulsare il tuo sesso fra le mie cosce, ti strappo via i boxer grigi e non riesco a non chiedermi se te li ha regalati lei....se li avete comprati insieme... TACI CRETINA! Mi volto rimanendo accucciata, tutto ciò che puoi fare è accarezzarmi il culo, giocarci, insinuarti un po' con la punta del dito, mentre io ti sto baciando i piedi, ti succhio l'alluce, respiro forte e lascio che anche quel tuo odore mi penetri dentro.
Ti mordo e ti bacio, come se i sentimenti che mi si accavallano nella testa venissero materializzati in quei miei gesti: un amore viscerale che si fonde con quella rabbia e quella specie di odio sottile che solo una donna sa provare...i miei baci lungo il tuo corpo ti piacciono, lo so, esattamente come so che per quanti morsi io possa infliggerti nessuno di questi potrà mai farti male.
Adoro sentire i tuoi piedi freddi sulle tette, è una sensazione che mi fa sballare...li strofino sul seno finchè non li ho scaldati col calore del mio petto e intanto continuo a leccarli, a baciarli dalla caviglia fino alle dita, mentre mi muovo smaniosa scopando le dita che mi hai infilato dentro.
Devo farmi violenza per chiederti di smettere: ti conosco, se ti lasciassi fare continueresti fino a sentire il mio orgasmo colarti sulla mano...ma stavolta non va a finire così...
Esci piano dal mio corpo per non farmi male, io mi giro e mi sdraio di fianco a te...ti pulisci le dita sul mio seno, mi succhi i capezzoli e mentre ti bacio sulla testa mi chiedo perchè non possa essere così per tutta la vita.
Mi riempi di baci e di carezze, i tuoi "ti amo" sono come una droga della quale cerco di aumentare gli effetti a costo di star male, voglio che il mio ricordo resti vivo nel tuo sguardo fino al nostro prossimo incontro.
Ti chiedo di alzarti in piedi mentre io mi avvicino alla sponda del letto e mi siedo. Ti bacio sulla pancia, seguo con la lingua la linea dell'inguine e, mentre afferro delicatamente il tuo sesso, ti prendo una mano e me l'appoggio sulla testa. Sai cosa voglio...
Mi afferri per i capelli e cominci a spingere avanti e indietro: la tua presa è strana, la tua forza mi dà quella eccitante sensazione di violenza che cercavo ma che riesci a mitigare delicatamente con delle carezze sulla nuca.
Lecco il tuo sesso in punta e piano piano lo faccio entrare fra le mie labbra, spingo in fondo, più di quanto abbia mai osato fare; a volte sferri dei colpi di bacino che quasi mi soffocano, lo sento che si sta ingrossando...c'è tanta saliva, un po' mi sta colando dalla bocca e cerco di ingoiarla insieme a qualche goccia di sperma che ti è uscita.
Ansimi, mi dici parole che non riesco a comprendere perchè l'eccitazione te le strozza in gola...con lei non sarà mai così, lo capisci? Te ne rendi conto?? Quando lascio che il tuo sesso esca dalla mia bocca mi guardi smarrito, quasi deluso. Mi asciugo un po' della saliva che mi stava colando con la mano, ti bacio e, dandoti le spalle, mi metto a quattro zampe sul letto con la schiena schiacciata il più possibile contro al materasso.
"No daiii...Piccola lo sai che così ..." "...sshhhh...ti prego..." Mi accarezzi la schiena, posi le mani sui miei fianchi e li accarezzi delicatamente...
"...stringimi forte amore..." Le tue mani rafforzano la presa, le unghie mi penetrano la pelle, so che mi resterà il tuo segno addosso.
Non sono molto bagnata, ma voglio che tu entri ugualmente, così sentirò meglio ogni tuo movimento e quel poco di dolore inziale moltiplicherà all'infinito il mio piacere.
Stringo il lenzuolo mentre mi penetri e una smorfia di dolore mi attraversa il volto, ma so che durerà pochissimo. Quando sei entrato dentro di me fino in fondo ti fermi qualche istante, come per darmi la possibilità di adattarmi nuovamente alla presenza del tuo sesso dentro di me...e poi cominci a muoverti...colpi forti, decisi, mentre stringi ancora di più la presa ai miei fianchi...mi fai un po' male, ma in realtà sento solo piacere.
Ad ogni spinta dentro di me mi sento scossa da mille brividi, sento che sto per raggiungere l'orgasmo e mi sembra impossibile: non ci ero mai riuscita in questa posizione.
Te lo urlo quasi, mi dici di aspettarti, che manca poco; il tuo sesso scorre sempre più velocemente e con forza dentro di me, io non posso più aspettare, afferro il lenzuolo e mentre con un urlo a stento soffocato ti riverso il mio orgasmo addosso, ti sento gemere mentre ti accasci su di me baciando la mia schiena sudata.
Il tuo sesso pulsa ancora nella mia pancia gettandomi dentro il tuo seme...non posso non pensare a un figlio, a quanto cambierebbe le nostre vite, a quanto potrebbe "sistemare tutto"...ma l'occhio mi cade sulla confenzione delle pillole anticoncezionali che avevo lasciato sul comodino la sera prima e con un sorriso triste mi vergogno di quel pensiero.
Adesso è tardi.
Dobbiamo rivestirci, rimettere tutta la nostra roba nelle borse e correre verso la stazione, altrimenti rischio di perdere il treno.
Quel treno però non l'ho perso. Abbiamo pianto in due nel salutarci, nel prometterci vicendevolmente che un giorno quella sofferenza sarebbe sparita per sempre. E sul treno ho sorriso quando mi sono accorta che la mia mano aveva ancora l'odore del tuo sesso addosso.
Allora non avrei mai pensato che non ci saremmo più rivisti.

 

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