Cazzo, anche la domenica ora deve andare in
Ufficio.
Va bene che i bambini sono dai nonni e che io ho una bella
mattinata libera tutta per me. Però si poteva portare lo stesso i bambini
dalla nonna e dedicarci a qualcosa di piccante. Mi torna in mente quella
volta sotto la doccia. Che meraviglia vedere Valentina con il viso pieno di
gocce d'acqua e di sperma. E' stata forse l'unica volta che che si è fatta
schizzare in bocca. Oppure quando si è fatta fotografare, a modo mio
ovviamente: Reggiseno, Perizoma e quel body di nylon trasparente. Poi ho
mandato le foto si Internet in un sito amatoriale ed mi sono arrapato come
un matto a leggere i commenti dei visitatori: tua moglie è una gran figa,
scrivimi per incontro a tre, le farei ciucciare il cazzo a quella troiona
di tua moglie, ecc....
Ovviamente anche oggi è uscita vestita da gran
figona. Un tempo andava in ufficio in tuta ed ora gonna corta e perizoma.
Non è che mi dispiaccia ma a volte vorrei che si facesse bella solo per me,
per farmi arrapare e prima di andare a letto insieme. Non solo quando va in
ufficio.
Se penso al completo che le ho regalato a natale. Guepiere nera
con reggicalze. Una favola. L'ha indossato una volta sola. Grande scopata e
poi non si è più visto. Ma dove cacchio l'avrà messo? Il pensiero va a quel
completino intimo, alla cassettiera in camera ed alla voglia di frugare
dentro le sue cose. So che non si fa, però...
Comincio ad aprire cassetti,
le mie mani scorrono mutande, reggiseni, perizoma,...questo non l'ho mai
visto..., quanta roba intima, che porcella, frugare nella sua roba mi da un
senso di proibito che mi fa indurire la cappella, ecco una scatola, apro,
calze nere, di quelle con la riga dietro, e con uno strass alla caviglia,
che puttana, ancora calze e poi eccolo, giù in fondo, è più bello ed
eccitante di come lo ricordassi. Era così in fondo che sembrava nascosto. E
se lo avesse indossato senza di me? Ci sarebbe qualcosa di male? NO, ma mi
farebbe incazzare lo stesso. Lo annuso, cerco di capire se il suo odore è
lì, che cosa squallida sto facendo, non sento niente e quasi sono deluso.
Che pensavo di trovare? Il profumo di una figa arrapata che ha bagnato le
mutandine e poi le ha rimesse a posto? Che idiota.
Eppure continuo a
pensare, a dubitare. E' vero che la domenica gli straordinari sono buoni e
che non è un obbligo andarci, ma perché in perizoma? Che stupido esemplare
di maschio sono. Piccolo e gretto.
Un guizzo nella mia testa va a
Valentina, ad un'immagine di Valentina. La vedo mentre appoggiata alla
scrivania dell'ufficio si fa sbattere da due colleghi, magari non tanto
belli o aitanti e neppure tanto giovani. Questo particolare mi eccita
perché farebbe di lei una donna ancora più troia. Poi la immagino che
scende sul pavimento, si mette a carponi e ne prende uno in bocca e uno a
pecora. In questo turbine di pensieri, senza motivo mi viene in mente
Gianni.
Gianni era un mio caro amico, compagno di liceo e fidanzato per
molto tempo con mia sorella. Dico era un mio amico, perché non si è
comportato proprio come tale.
Mi ricordo la mattina in cui Valentina (non
era ancora mia moglie) mi raccontò quanto successo la sera prima.
Gianni
era tornato dalle vacanze lasciando le chiavi di casa presso l'albergo dove
alloggiava. I genitori sarebbero tornati solo il giorno dopo e Valentina
(anzi, la madre) offrì un posto a Gianni per la notte.
Cenammo tutti a
casa di Valentina e la salutai verso mezzanotte per rientrare a casa.
Ovviamente qualche battuta la feci, le dissi di non dare confidenza a
Gianni, di non toccargli il pisello e stupidaggini varie. Gianni era già lì
dal pomeriggio e mi disse di non preoccuparmi che tanto se l'era già
ripassata dopo pranzo. E giù con stupide risate.
Valentina la mattina dopo
era scossa, agitata. Non ci misi molto a capire che qualcosa non andava.
Parlava male di Gianni, disse che di lui non ci si poteva fidare, che si
sarebbe scopato anche la ragazza del fratello. Mi incazzai! Cosa era
successo? Che voleve dirmi Valentina? Insistetti per sapere e lei mi disse
che lui le aveva fatto strani discorsi.... Poi un lungo silenzio... non
aveva solo parlato, ma l'aveva baciata. Ma non solo l'aveva solo baciata...
l'aveva anche toccata. Cominciai ad urlare, incazzato come una bestia,
dissi che volevo andare a cercarlo subito ma Valentina mi frenò chiedendomi
di non far nulla. In fondo lui mi voleva bene ed era stato solo un momento.
Mi fece poi giurare di non parlarne mai più.
Non era facile e dopo pochi
giorni lo chiamai. "So che sai già tutto" mi disse, "Si... se mi sei
veramente amico ora voglio sentire la tua versione", risposi buttandola su
un sentimento di amicizia del quale non me ne fregava più un cazzo. "Non so
che mi è preso", disse "i genitori dormivano, mi sono alzato dal divano del
salotto e sono andato da lei, mi sono avvicinato e ci siamo baciati, poi
l'abbiamo fatto, scusami". Che pugnalata! Gli dissi che non volevo più
rivederlo e così fu. Poi pensai a Valentina. Mi aveva mentito, avevano
scopato e lei si era limitata a dirmi di un po' di petting. Come suona
diverso "mi ha baciata" con "ci siamo baciati". Corsi da lei e la trovai in
lacrime. Mi disse che quello che aveva fatto era stato qualcosa di
meccanico, fisico, non voluto ed aiutato dal dormiveglia. Mi chiese di
perdonare e dimenticare. Lo feci. In fondo eravamo insieme da pochi mesi.
Da lì dopo 4 anni di felice fidanzamento, senza dubbi e gelosie, ci
sposammo. Il sogno di una vita!
Oggi quella ferita non brucia più.
No...non quella. |