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Nel pianerottolo

Ero lì ad attendere l'arrivo dell'ascensore quando all'improvviso vedo alle mie spalle la signora del quinto piano, amica di famiglia, non bellissima ma un tipo molto femmina di quelle che sprizzano sensualità da tutti i pori.
Per non parlare del suo sguardo provocante in ogni sua forma.
Molto gentilmente mi offro di portargli le buste della spesa anche perchè l'ascensore non sarebbe mai arrivato in quanto era rotto.
Lei mi guarda con aria di soddisfazione e ammicca un sorrisino malizioso facendomi cenno di seguirla sù per le scale fino al quinto piano.
iniziando la salita not subito le sue mutande infilate in mezzo a due bellissime chiappe sode e bianche e, a quel punto il mio uccello si fà subito sentire.
Lei si accorge molto presto dove il mio sguardo andava a posarsi riammiccando quel sorrisino come fosse un consenso a quella paradisiaca visione.
Nel frattempo cominciavo ad annusare l'aria come per captare quell'odore inconfondibile di fica che immaginavo già bagnata e pronta a ricevermi.
Dopo circa tre piani comincio a sussurrargli di fermarsi perchè stavo diventando matto ad averla quasi in faccia.
All'improvviso lei si blocca, posa le buste per terra inchinandosi a novanta gradi e sbattendomi ancora di più quella fica in faccia fino al punto di toccarla con al lingua.
Posai per terra le buste e afferrandolasui fianchi portai la testa in mezzo alle chiappe cominciando a leccarla mentre lei lanciava un mugolio di piacere.
La mia lingua andò subito a cercare quel gioiellino nascostogià fradicio di umori che mi faceva impazzire.
Dopo aver assaporato quella delizia decido di prenderla da dietro mentre lei si dimenava dalla goduria.
Mi afferrò l'uccello cominciando a dimenarlo sù e giù poi una rapida impennata di sedere se lo ficcò tutto dentro fino all'esaurimento godendo come una pazza.
Quel momento l'avevo sempre desiderato e non ricordo quanto è durato, sò solo che ho goduto come non mai inondandola di sborra.

 

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