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Sudata.
Nuda e sudata.
Distesa sul tappeto, abbandonata tra le mie braccia. Il tuo capo che poggia sul petto sussulta ad ogni affondo di quel cazzo che lei ti sta spingendo con forza nella fica.
Ti stai facendo scopare come ti ho chiesto. I colpi sono quasi rabbiosi, li sento sul mio petto.
Ti penetra con violenza, senza darti respiro. Vuole farti solo urlare.
E tu, non stacchi gli occhi dai miei. La tua bocca semiaperta, vicinissima alla mia, cerca quel bacio che darebbe sollievo ai tuoi occhi ed alla tua anima. Il tuo corpo no, si agita sotto le spinte, si agita e sprofonda in quello stato dove non sai più nulla. Senti solo i colpi che ti dilatano, che ti allargano con la prepotenza che può essere solo femminile.
Ti avevo fatto comprare quella cintura facendo scegliere a te le dimensioni del cazzo finto. Finto per gli occhi. Finto per l'anima, ma non per il tuo corpo che sento rispondere. Stai godendo per la seconda volta in poco tempo, neanche le manette che costringono i polsi dietro la schiena riescono a tenerti ferma.
Stai godendo ancora ed il tuo sguardo mi sfida, mi dice quanto tu stia godendo, qui, tra le mie braccia, con una donna che ti sta fottendo come un'ossessa. Hai il culo fradicio degli umori colati dalla fica, hai macchiato perfino il tappeto. te lo dico ed il tuo viso assume un'espressione soddisfatta, perversa. Sai che te lo farò pulire con la lingua, e solo al saperlo controbbatti le spinte dell'altra col tuo inguine. Spingi anche tu ora, verso di lei, come se il tuo sesso non avesse fondo. Urli ora. Stai venendo ancora, le tue labbra vicine alle mie, chiedi con un filo di voce di continuare. Il salto. So cosa vuoi, vuoi saltare il muro. Ora.
"Spostati e girala, rompile il culo." Ti fai girare come una bambola di carne, i polsi sono arrossati ed una sottile striscia più rossa fa vedere dove l'acciaio ha morso la carne un poco più a fondo.
Ti aggiusti sulle ginocchia mettendo il viso a pochi centimetri dal mio cazzo. Allunghi la lingua leggermente, sai benissimo che non puoi toccarmi. Un riflesso condizionato che è un'altra tortura per i tuoi sensi.
Ti pieghi ancora, esponendo il culo verso l'alto, inarcandolo ed attendi... attendi.
Ora. Te lo pianta dentro in un colpo. Scivola senza problemi, il tuo buco è madido e voglioso, aperto da altre esperienze. Nulla ti piace quanto l'essere presa di forza nel culo.
Ansimi, ansimi forte quando raggiunge il fondo. Le dita artigliano l'aria, gemi con forza incitandola a spingere ancora di più.
Il muro, vuoi saltare, lo sento.
Allungo la mano dietro di noi, e prendo una delle candele che ardono.
Quella luce che si sposta dà alla scena un so che di demoniaco.
L'ombra di lei sul muro disegna incubi, sembra che ti sta inculando un qualche animale mitologico.
Gocce. Bollenti, che colorano la tua schiena di dolore. Di piacere.
Ora urli. Ringrazi il tuo padrone ed urli.
Stai venendo. Ora. In preda ad un altro orgasmo, ti agiti convulsamente, abbandonandoti sulle mie ginocchia. Spingo leggermente la tua testa per permetterti di prendermelo in bocca. Soffochi i tuoi gemiti sul mio cazzo ingoiandolo.
Cominci a succhiarlo non appena le contrazioni dell'orgasmo si attenuano.
Pompi con forza il tuo premio, mugolando. Aspettando solo di sentirmi gemere.
Lei ora si muove lentamente dentro di te, ha accompagnato il tuo godimento piano, facendoti sentire tutta l'entrata e l'uscita di quel fallo. Succhi ora come un'ossessa, muovendo la testa e lottando con le mani dietro la schiena, ti sbatti tirando le braccia all'indietro. Una sottile linea rossa si svolge come un rosario verso il gomito.
Un cenno.
Si sfila lentamente da te, le sue mani sulle tue braccia. Le chiavi.
Apre le manette che volano di lato.
Ti accarezza la schiena ed i seni. Sto godendo. Sto sborrando nella tua bocca. Senti il primo fiotto caldo ed aspre riempirti la gola e cerchi di bere tutto. Sembra che tu non voglia sprecarne nemmeno una goccia.
Alzi il viso verso di me, mi guardi e leggo felicità nei tuoi occhi.
Un grumo di sperma all'angolo della tua bocca rende la tua espressione estremamente oscena. Perversa.
Lei si avvicina ancora di più a te continuando ad accarezzarti.
Vederla con quel cazzo d'ebano nero che gli spunta dall'inguine e le tette gonfie e pesanti è eccezionale. L'immagine stessa della perversione.
Si avvicina al tuo viso, e lecca lo sperma rimasto sulle tue labbra.
Mi bacia.
Il mio sapore. Il suo.
I tuoi occhi. Il mio cuore.
Ti bacio anch'io.
Prendo le tue mani tra le mie, e con la lingua bevo quella sottile striscia rossa.
Un bracciale di dolore. Di piacere.
Ti abbraccio.
Ci abbracciamo

 

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