A volte la passione è rovente, tagliente, proprio come una lama.
Rosso di fuoco il desiderio che arde. Calore prepotente.
Dolore-eccitazione. Si potrebbe scandire lo scheletro dell'ossessione
e provare a penetrare un cervello ed un corpo assetato di sangue e
calore.
Assetato di sesso ed amore.
L'importante è sentire che il mondo...è ancora nelle nostre mani.
Ammaliante percezione.
Voglio ordinare un drink.
E mentre, osservarti. Ho caldo, mi sento avvampare. Ti guardo seduta
a fianco al tuo uomo…ti scruto, nessun imbarazzo.
Le luci basse mi permettono di anticipare un poco le mosse. Mi muovo
lentamente, porto una mano tra i capelli per buttarli indietro.
Sei bella.
Mi sento bella.
Rifletto sulle parole che escono dalle tue labbra. Non riesco a
sentire quello che dici ma le tue labbra…sì, sono talmente delineate e
corpose che sembrano imboccarmele quelle parole.
Ho visto che prima mi guardavi. Ed ora quella frase… "Sì, vorrei
provare". Un brivido.
Non so a cosa è riferita ma è come se se il puzzle mancante fosse
stato : "…a scoparla". La mia mano scende dai capelli al seno. Ho
voglia di toccarmelo.
L'abito molto scollato mi permette di sentire la pelle nuda ed il
sottile strato d'eccitazione che la sfiora.
Ti guardo ancora. Voglio corromperti, concederti la mia perversione.
Ora affilo le mie unghie, vorrò lasciarti i segni quando ti toccherò.
Calore. Si concentra in un punto.
Ti giri verso di lui, gli sorridi. E nel mentre, io catturo il tuo
profilo, respiro il tuo odore da lontano.
Sei eccitante, semplicemente donna…testarda, molto simile a me. I
miei ormoni diventano fervidi.
Sto massacrando il mio cervello a forza di marchiare i tuoi
lineamenti, mi salta all'occhio il brillantino che luccica sul tuo
naso…come il mio.
Sento il capezzolo turgido che sembra trapassare a forza la stoffa
sottile dell'abito. Punte aguzze di carne tentatrici. Mi sento
bagnata, deliziosamente porca.
La mia mano non indugia più sul capezzolo ma prende un'altra strada,
scivola sulle venature dell'abito fino a sfiorare lo spacco
vertiginoso che arriva quasi al pube.
E lì si ferma…come una serpe striscia nel suo interno ed arriva dritto
alla caverna adorna di riccioli neri. Il mio monte emana calore, sento
la mia fica. Umida…bagnata.
Chiudo gli occhi, immaginando la sua mano sotto il tavolino. Le mie
labbra si schiudono, la mia lingua ne segue i contorni. Voglio
sentirmi la saliva sulla bocca. Voglio godere piano.
Assecondo piano la mia perversa inclinazione ad abbandonarmi alle
voglie, come se fossi sfacciatamente in mostra, come se fossi la tua
puttana che ti offre la sua carne, il suo corpo, le sue passioni. Ora
quella mano si sta accorgendo che non indosso gli slip. Piccole
goccioline stanno scivolando sulla superficie curata. La sento
avvicinarsi sempre più, diventare caldissima al contatto con le grandi
labbra. Ti voglio infradiciare, voglio sentirla affondare
dentro…sfondarmela.
Sospendi per un attimo. Le tue dita ora sono nella tua bocca. Le
succhi, bevi la mia eccitazione.
Un sospiro.
Mi vuoi puttana. Sì, lo sarò.
La poca gente intorno ci guarda, piccole occhiate rapite alla
penombra.
Voglio leccare le tue dita, con la tua saliva ed i miei umori. Non è
il caso di dirlo, tu lo percepisci.
Mi cacci la mano in bocca, sbavandomi il rossetto.
Te la succhio, dito per dito. Poi sento di nuovo scivolare le tue
unghie sul mio collo, sul mio petto…la pancia.
Mi alzo. Gli occhi sempre chiusi.
Mi avvicino a te che sei seduta al mio fianco. Voglio farti sentire
il mio odore, sempre più forte a martellare le tue narici.
Ti conquisto.
Allargo le gambe, l'abito si apre sullo spacco.
Con una mano afferro il lembo della tovaglietta sul tavolino. La tiro
con forza. Cadono in terra un bicchiere vuoto odorante ancora di
Margarita, il posacenere vuoto ed il fiore che poco prima
"incastonavo" tra i denti.
Mi adagio sopra quella piccola superficie. La mia testa scivola
all'indietro, i seni rimangono esposti.
Spalanco le gambe piegando le ginocchia e schiacciando i tacchi
appuntiti a graffiare la stoffa.
Il tuo viso è davanti al mio sesso. Battiti.
Sono turbata al pensiero della lama che tra poco trapasserà la mia
carne.
Ti voglio sentire eccitata, aspetto i tuoi gemiti…il tuo respiro a
tratti sulla clito.
Il mio corpo inizia ad ondeggiare come fossi in preda ad un istinto
maniacale, scellerata ambizione congenita.
Il mio imbarazzo si è dissolto. Chi sono ? Un inizio di spudoratezza,
il limite che cerca il suo rivale.
Voglio che mi fotti.
La tua mano, penso ancora a quella.
Il pensiero non mi fa trattenere un sussulto, ho bisogno di toccarmi.
Sento i tuoi occhi addosso.
Ancora il tuo profumo a mischiarsi al mio…
Mi masturbo un po', mi voglio pronta per te. Puoi usarmi se vuoi. Ma
ferire la mia mente, mai.
Puoi graffiarmi. Ma deridermi, mai.
Sono oggetto e cuore nelle tue mani. Sono il desiderio che ti fa
scavalcare le onde di questo oceano.
Apro la mia mano e la protendo verso di te. Me la prendi in bocca.
Il mio sapore ti penetra la lingua. Dolceamaro indugio alla
rivoluzione dei sensi.
Il sangue mi giunge alla testa. Calore, fuoco.
Dammi questa droga. Adesso. Penetrami. Sfondami. Sfiorami.
Conducimi nell'oscuro della notte.
Scuotimi, divorami, straziami. Stuprami.
Voglio sbatterti il mio orgasmo in faccia. E poi finalmente vedere la
tua faccia goduta chiedere di essere ancora la tua puttana, una
fottuta porca eccitante…
Eccola…la tua mano mi sta sfiorando. Le punte delle unghie ad
allargarmela bene, a farsi strada. Per poi venire risucchiate piano.
Fai entrare le nocche. Fottimi.
La mia schiena si inarca a formare una collina seducente ed i miei
polsi a piegarsi sul tuo. Te lo stringo. E poi ti spingo la mano
dentro di me, forte…oltre le nocche. Il respiro s'interrompe per un
attimo. Battiti.
Mente e contatto...percezioni.
Fottimi.
La tua mano avanza, ora lentamente con un leggero movimento
ondulatorio. Dentro...fuori...dentro...fuori...
Avvicini il viso. Mi soffi sulla clitoride. Sembra un piccolo cazzo da
quanto è gonfio.
E mentre continui a disarmarmi delle forze togliendomi il respiro, mi
strappi un urlo.
Puttana! E' questo che sono.
Ci godo al suono di questa parola...mi eccito come una pazza.
Puttana!
Mi sembra di stordirmi con il suono della sensualità, di bere ad un
bicchiere trasparente un liquido che mi ubriaca piano...con frenesia.
Un rivolo di saliva scivola lungo la mia bocca, come una cagna in
calore.
Nulla mi sembra incoerente, ora. Il giusto equilibrio dell'assurdo.
Mi gusto il montare dell'orgasmo. Le pareti della mia vulva avvolgono
la tua mano. Trattengo un sorriso, le palpebre quasi inchiodate agli
zigomi.
Mi sfondi. Sei dentro. Tutta.
La tua mano è calda. Voluttuosamente morbida.
Lussuria.
Sono tua. Mi hai in una mano...buffo a pensarlo.
Puntuale, ora è l'altra mano che tra il pollice e il medio tiene e
stringe la clito. Mentre con l'indice una leggera pressione si
trasforma in forza senza padrone.
Esso s'impossessa di me...mi tiene sul filo del rasoio. Il mio
respiro trasuda tempesta.
Puttana! E' così larga e rossa da sembrare la mia bocca quando è tesa
e aperta .
Abbandono il respiro, mi abbandono all'incedere intrigante orgasmico.
GODO.
Sudore e sapore. Orge di brividi...occhi perversi, ancora chiusi.
Spingo sugli addominali. Mi sollevo. Un fottutissimo secondo
d'incessante ebbrezza.
Ecco, schiudo...lentamente...gli occhi.
Ora pagherò il conto.
Tra i fumi dell'effusione ritorna la conoscenza. Ritrovo i sensi.
Guardo verso di te. Il tuo uomo non è più al suo posto. Dissolto.
E tu...neanche.
Profumo.
Avverto un movimento, vicino, troppo vicino.
Gli occhi si spostano sul corpo che ora è davanti a me. Sul viso che
si avvicina lentamente al mio e che con nonchalance mi scruta. Si
ferma un istante.
Osserva i tre graffi paralleli che adornano il mio collo.
Rossi, come tre rubini...sanguigni. Profondi, come i segni di una
lama senza errore.
Soffia su quel punto, abbozzando il movimento di un morso.
Si siede, a fianco a me.
Ora la sua mano sfiora lo spacco del mio abito da sotto il tavolino... |