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Seduzione erotica

L'inquietante essere era disteso libidinosamente di fianco sul letto, indossava solamente un paio di calze a rete nere, il suo corpo era privo di peli, la pelle oliata da poco luccicava erotica alla luce del grande lampadario che troneggiava al centro della camera. Era disteso sul'letto, al suo fianco un piccolo pacchettino confezionato con carta nera era come in attesa di colei a cui era destinato. Lei entrò nella camera, lo vide, ne rimase un attimo sorpresa non si aspettava che lui calasse così profondamente nella parte; invece quello che lei desiderava era lì a sua discrezione. Si avvicinò al letto e passò la mano sulle spalle di quell' essere e rimase sorpresa della sensazione provata, la pelle era liscia e morbida come quella di una donna, non era la stessa pelle che di solito leccava, gli accarezzo le rotondità dei glutei e si insinuo in mezzo ad essi, le sue dita cercarono il suo sesso, lo trovarono e lo accarezzarono dolcemente, delicatamente, come per paura di rompere l'incantesimo. Un brivido corse lungo quelle spalle mentre un dito di lei cercava di violare il suo ano, un sospiro ruppe il silenzio, gli fece quasi eco un leggerissimo rumore ferro sfregato, proveniente dalle manette, l'essere non poteva vedere nulla perché era bendato con una fascia di pizzo viola; era veramente inquietante vedere quel corpo vestito con quei feticci femminili, era eccitante vederne la forza e contemporaneamente l'impotenza, era conturbante vedere quel corpo, abituato a dare ordini, tremare sperando in dolcezze tipicamente femminili, era a sua disposizione! "Dovrai essere dolce come lo sono stato io" le aveva detto l'essere, quelle parole le tornarono in mente mentre gli leccava l'ano. "Dovrai farmi sentire a mio agio" le sue mani scivolarono sul suo cazzo, la bocca avvolse la sua cappella in un dolcissimo bacio, la lingua indugiò intorno ad essa, le dita si chiusero sui suoi testicoli in una stretta dolcemente dolorosa, un dito si fece strada nelle sue viscere.
La donna vide finalmente il pacchettino lo prese, lo scartò impaziente, ne estrasse il contenuto, un sorriso di trionfo illuminò il suo viso, finalmente l'aveva! Aprì il cassetto ne estrasse il dildo di silicone viola, lo inserì nella cintura appena ricevuta, l'allontanò da se per poter guardare meglio quel nuovo giocattolo, freneticamente lo indossò, serro le fibbie, si mise davanti il grande specchio di fianco il letto, si contemplò, adorò quella visione: lei donna con un fallo, lei donna finalmente poteva penetrare, poteva appagare il maschio che prepotentemente reclamava la sua parte! L'essere non parlava, aveva il respiro rotto tipiche delle persone che sono in attesa di qualcosa che desiderano ma che temono, che vorrebbero già subito ma che non dovrebbe terminare mai. Non poteva vedere quello che succedeva, ma conoscendone il profondo narcisismo poteva immaginare tutti i suoi movimenti, le pose davanti allo specchio: era di profilo e con una mano accarezzava il simulacro, con l'altra sicuramente giocava con i capezzoli, adesso si accovacciava per vedere come la cinta coprisse il suo sesso, per potersi vedere frontalmente, sapeva che avrebbe bagnato quel cazzo con la saliva per farlo luccicare, anzi se serrava forte gli occhi la vedeva distintamente! Come se fosse un uomo si avvicinò al letto, con mano ferma gli accarezzò la schiena, scese lungo di essa, e con un gesto deciso gli palpò il culo, prese da sopra comodino il barattolino con la crema e ne spalmò con cura sul cazzo, poi con delicatezza penetrò nell'ano di lui, lo lubrificò con cura penetrandovi con le dita, lo massaggiò con dolcezza senza fretta senza forzare penetrando solo quel tanto che le era concesso, lui intanto cercava di assecondarla rilassando più che poteva il suo corpo....

 

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