Mi avvolgi con le tue braccia, mi stringi a te dolcemente, oh che sensazione
stupenda mi da il contatto con te, sentire il tuo calore, sentire il tuo
cuore, è come se il mondo non esistesse più al di fuori del tuo abbraccio.
Fuori non esiste più nulla. Chiudo gli occhi e piango, lascio che il dolore
esca, sperando di liberarmene, di sollevarmi da quel peso che mi opprime il
petto, da troppo, troppo tempo.
Mi accarezzi i capelli, mi baci la fronte, tu lo sai, lo sai vero quanto io
sia senza difese tra le tue braccia? Questa storia deve finire, o io morirò.
Le tue labbra sfiorano dolcemente le mie, accarezzi il mio viso, asciughi le
lacrime che lo stanno bagnando, e mi guardi negli occhi, il tuo sorriso è
dolce
"ti voglio bene lo sai?"
È così bello sentirselo dire, sentire la tua voce, calda, profonda, sentirla
vibrare attraverso il tuo corpo. Si è bello sentirti dire che mi vuoi bene.
Riesci quasi a farmelo credere.
Con le dita segni i contorni del mio viso, sfiori la mia pelle. Io bacio
quelle dita delicate, così leggere da sembrare quasi femminili, così in
contrasto con tutto il resto di te, così forte, appassionato.
Segni i contorni della mia bocca, sfiori le labbra scostandole leggermente,
poi le dita scivolano tra i denti. Ti è sempre piaciuto vero? Ti sono sempre
bastati piccoli gesti per scatenare la tua fantasia.
"lo sai piccola, che non è solo il sesso che cerco da te vero?"
Allora perché vuoi giocare di nuovo con me? Perché? Mi hai appena fatto
impazzire di dolore, e ora siamo di nuovo qui, allo stesso punto di sempre.
E io sto morendo un po' alla volta.
Giochi con la mia bocca, fino a quando non comincio a farlo anche io,
succhio quelle dita, come so che ti fa eccitare. I tuoi occhi diventano
lucidi, sento la tua eccitazione contro di me, la premi contro di me, la
sfioro con le mani.
"Non vedi l'ora di prenderlo in bocca vero? Tiralo fuori su."
Gli occhi bruciano ancora, vorrei piangere, urlare, dovrei mandarti al
diavolo, gridarti in faccia quanto sei stronzo, quanto ti odio. Ma io non ti
odio, dovrei ma non posso, non posso.
La tua perfidia è senza limiti, sai benissimo di avermi in tuo potere, ho
sempre fatto tutto quello che volevi, e purtroppo continuerò a farlo. Se non
riuscirò a porre fine a tutto questo.
Mi siedo sul letto, apro i tuoi calzoni, li abbasso insieme ai boxer, lui è
li, come sempre, punta dritto e vigoroso, verso di me
"succhialo"
prendendomi per i capelli, mi spingi verso di lui, la mia bocca si apre, e
lo avvolge, dall'alto mi guardi, ti è sempre piaciuto guardarmi mentre lo
faccio, guardare la mia bocca allargarsi, le guance gonfiarsi, vederlo
scivolare tra le labbra, e poi uscire bagnato della mia saliva.
Hai sempre giocato con la mia bocca, molte volte hai detto che mi avresti
voluta sempre attaccata li, e infatti me lo hai chiesto in continuazione,
non necessariamente per fare l'amore, ma sempre, prima di dormire, al
risveglio, nei momenti delle nostre giornate insieme, in macchina, lo tiravi
fuori e mi chiedevi di succhiare. E lo faccio ancora, so quanto ti piace.
"ah che bocca che hai! Sei fantastica!"
Ti sei stancato di guardare, ora vuoi solo sentire il piacere che ti do, mi
tiri i capelli, e lo spingi a fondo, mi fai mancare il respiro, ma continui
con forza,
"brava, succhia troia, succhia".
Ti stacchi solo quando decidi che vuoi cambiare gioco,
"togliti tutto"
ti spogli anche tu, torni verso di me, accarezzi il mio seno, e per qualche
momento mi baci dolcemente, poi mi stringi i capezzoli spingendomi verso il
letto, mi fai male, mi fai gridare
"Grida, si grida, mi fai impazzire quando gridi"
Sei sopra di me, e di nuovo nella mia bocca, mentre con la mano senti la mia
eccitazione tra le gambe. In questa posizione non posso indietreggiare, lo
sento arrivare in gola, mi sento soffocare.
Finalmente lo tiri fuori, e mi fai respirare.
Scivoli tra le mie gambe, ed entri dentro di me con forza, ti muovi
selvaggiamente come sempre, e purtroppo mi piace, mi piace come sempre. I
tuoi capelli ricadendo sfiorano il mio viso, apro gli occhi, mi stai
guardando, sorridi
"c'è qualcosa che ti piace per caso? Dimmi cosa è che ti piace?"
Ti avvicini al mio viso e cerchi la mia lingua, per tormentarla come stai
facendo con me.
"dimmelo, voglio sentirtelo dire cosa ti piace"
il colpo che segue è così forte da farmi gridare "dimmelo!"
"il tuo cazzo, mi piace."
I tuoi movimenti si fanno più forti, aumentano insieme ai miei gemiti, e
alle esplosioni di piacere che sento partire dal mio sesso ed arrivare fino
al cervello.
"si ti piace, sei così bagnata che quasi non ti sento più. Quante volte sei
venuta?"
Ti muovi ancora, ruoti il bacino, affondi, e io non posso fare a meno di
gemere di nuovo.
"ma così lo farai annegare! Girati"
Seguo i tuoi desideri, "ti prego fai piano, è da tanto che non lo facciamo
così"
Per risposta, entri con forza, facendomi urlare, "piano ti prego, brucia"
"ah si? Brucia? Non mi interessa, tra poco ti passa e comincerai a godere
come sempre, tanto lo so che ti piace"
E affondi, affondi sempre più forte, ti sento aprirmi, grido. Poi il dolore
lentamente passa, mi prendi il clitoride tra le dita, ora mi muovo insieme a
te, hai ragione, mi piace, e mi piace molto.
"che fai smetti di gridare? Mi sembra che non bruci più tanto, su fammi
sentire come godi puttana"
Mi batti sulle natiche, mi tiri i capelli, solo per farmi gridare più forte.
E vengo di nuovo, mentre sento il tuo seme riempirmi di calore, e colare
fuori.
Vai in bagno, io mi accascio sul letto sfinita e un po' dolorante. Si tutto
questo deve finire.
A voce alta mi chiedi di preparare da bere, ti è venuta sete. Prendo l'acqua
tonica dal frigo, la verso nei bicchieri.
Una, due, tre. dieci. quindici. quante gocce ci vorranno per dormire? Ieri
dieci non mi hanno fatto nulla. venti, venticinque, trenta. le gocce cadono
nel bicchiere, mentre tu mi parli dal bagno, ho perso il conto.
Chiudo il flaconcino, l'ultima goccia è colata fuori, con un tovagliolo lo
asciugo e lo metto vicino alle bottiglie. Verso un dito di gin e torno in
camera da te.
Bevo solo un sorso del mio cocktail, mi sento appiccicosa, e mi da fastidio.
"vuoi fare il bagno prima di andare?"
"ma si, ho ancora un po' di tempo, prepari tu l'acqua?"
Metto un po' di bagnoschiuma sul fondo della vasca, lascio scorrere l'acqua,
ben calda come piace a te. Intanto mi faccio un bidet, non sopporto di
sentirmi così appiccicaticcia. Apro un pacchetto nuovo di lamette e lo
appoggio sulla mensola sopra il lavabo. Tolgo quella usata dal vecchio
rasoio e la lascio cadere le cestino, entri in bagno e mi chiedi che faccio
con quel rasoio, appoggio tutto sulla mensola
"tesoro, il rasoio per le ascelle è la cosa più veloce e pratica" ti
rispondo sorridendo. "ma lo farò dopo, prima il tuo bagno. Che hai non stai
bene?"
"nulla è solo stanchezza, credo di aver bisogno di dormire per una settimana
di fila"
controlli l'acqua ed entri nella vasca. Inizio a lavarti, dolcemente. Prima
la schiena, la insapono con la spugna, poi ti faccio appoggiare ad un
asciugamano piegato, per farti rilassare, tu chiudi gli occhi, ti piace
farti coccolare.
Inizio a parlarti dolcemente
"Ti amo lo sai?"
"si certo che lo so" mi rispondi con voce assonnata e con uno sbadiglio.
"Ogni volta che ho amato, amato veramente, è stato per sempre. Intendo che
se fosse dipeso da me non sarebbe finita. Non so, non so davvero perché ti
parlo di questo ora, non lo so. so che non ti interessa molto. Ma so, e di
questo sono certa, di aver amato ogni volta sinceramente, profondamente. Io
quando amo, arrivo ad annullarmi, smetto di essere quella che sono, per
diventare la donna che il mio lui vuole, vivo unicamente per renderlo
felice. Ed ogni volta, quando finisce, è un dolore troppo intenso, troppo
acuto per poterlo sopportare. Tu capisci vero? Riesci a capire questo?"
La tua risposta è solo un "mmm."
"Sai la cosa che sopporto di meno è essere trascurata, se l'uomo che amo mi
trascura, è evidente che qualcosa non funziona, capisco che si sta
allontanando da me, e questo non posso accettarlo, capisci? Io lo amo, e
quindi lui non può smettere di amarmi. Non è possibile. Già, ma nel tuo caso
è diverso, tu non mi hai mai amata."
Muovi la testa, ma non mi rispondi, forse stai già dormendo. Prendo una
delle tue mani delicate, sfioro le mie guance, scivola dalle mie mani e
ricade in acqua, si stai dormendo, la riprendo e la bacio sul dorso, sul
palmo. La lametta disegna sul tuo polso una linea precisa, sottilissima, non
esce molto sangue, non subito, ci vuole un'altra incisione non ho premuto
abbastanza. Hai un sussulto, come se avessi sentito solo questo taglio, e
non il precedente.
"cosa. stai facendo" la tua voce è impastata, fatichi a pronunciare le
parole.
"tu capisci vero? Capisci che tutto questo deve finire, mi stai facendo
troppo male, troppo. Io non ce la faccio più ad aspettare giorni che tu mi
chiami, che tu abbia voglia di vedermi. Non ce la faccio, e deve finire,
altrimenti sento che morirò. Ma se tu resti qui, io non riuscirò mai ad
allontanarmi da te, ti amo troppo"
"no. ti prego. no." ma non hai più reazioni, non riesci a sottrarti.
"perché no? Da quando ti conosco, e soprattutto negli ultimi tempi, non fai
che parlare di questo. Morire è stato uno dei pensieri che hai accarezzato
più spesso, hai sempre detto che desideravi porre fine alla tua esistenza
nei tanti momenti di sconforto se solo tu avessi avuto il coraggio, non
faccio altro che soddisfare questo tuo desiderio"
Non mi rispondi più, fatichi a tenere aperti gli occhi. Balbetti qualcosa,
ma non capisco.
Immergo il braccio nell'acqua, che si sta arrossando, e prendo l'altro,
questa volta ci sto più attenta, e l'incisione ha subito la giusta
profondità. Immergo dolcemente anche questo braccio nell'acqua, altrimenti
sporcherai in giro. Lavo via il tuo sangue dalle mie mani, lavo anche la
lametta, e te la metto tra le dita, ma cade sul fondo della vasca. Guardo il
tuo viso, questo viso tanto amato, lo accarezzo, bacio la fronte, le
palpebre, le labbra. come ti amo, ti amo da morire.
Prendo il tuo bicchiere vuoto, e lo appoggio accanto alla vasca. Vado a
vestirmi, mi trucco davanti allo specchio del bagno, metto il rossetto che
ti piace. Ogni tanto ti guardo, respiri ancora, non so quanto tempo ci
vorrà. Dicono che sia una morte dolce, dovresti ringraziarmi, tu volevi
impiccarti, e dicono che quella sia una morte tremenda. L'acqua ora ha il
colore che hai sempre preferito tra tutti, rosso sangue.
Ora posso tornarmene a casa mia, si torno a casa, tutto è finito, i sogni,
le speranze, ma anche il dolore che mi stava uccidendo.
Prima di mettere in moto la macchina, ti mando un messaggio sul cellulare
"ti amo smack"
È strano, ma mentre percorro la strada per tornare a casa mia, continuo ad
aspettare che il telefono squilli e di sentire il tuo "pronto, ciao piccola" |