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Sono uno schiavo

Io sono seduto sulla sedia. Questa si trova ad eguale distanza dal letto e dalla porta della camera della mia ragazza.
Lei si chiama Silvia e sta entrando ora con indosso solo una leggera veste da notte che, trasparente, le si adagia sulle curve dolci e provocanti. Sotto solo un perizoma in tulle bianco.
Le gambe lisce ed abbronzate si muovono agili e suadenti mentre mi passa di fronte sorridendomi, mano nella mano con uno dei suoi amanti: Marco.
Il profumo di muschio bianco che si libera nell'etere al passaggio di Silvia, mi riempie i sensi e mi colma di dolci pensieri.
La mia ragazza mi supplisce a letto con altri ormai da un mese, da quando abbiamo deciso di comune accordo che io non sono in grado di soddisfarla sessualmente come si deve: -Ormai mi disgusta pensare a te sessualmente- mi disse quel fatidico giorno, e così per evitare di essere lasciato in tronco le ho chiesto se avessimo potuto rimanere comunque insieme e fare tutto come prima, eccettuato per la parte sotto le lenzuola.
Di fatto non cambia un gran che, continuiamo a baciarci, ad andare fuori insieme, a cena, al cinema, a casa con i suoi; solo che a volte mi capita di passare a prenderla a casa di Marco, o di Lele, o di Paolo, anziché a casa sua, oppure finita la serata la riporto a dormire da uno dei suoi amanti.
Lei è buona e spesso mi usa degli atteggiamenti gentili, come quella volta che andai a prenderla da Lele e dopo averla aspettata fuori per circa mezz'ora mi disse: -Scusa per il ritardo, sei un amore ad avermi aspettato tanto- e dopo un bacio, si scusò di nuovo per non aver fatto in tempo a lavarsi i denti poiché aveva ingoiato lo sperma del suo amante.
Io non la tradisco mai e lei in cambio mi fa assistere qualche volta ai suoi amplessi, a patto che non spermi in sua presenza né tanto meno estragga il mio cazzo: -Il solo sapere che libero nell'aria in cui respiro anch'io ci sia il tuo piccolo puzzolente pene, beh mi fa ribrezzo!!- Tuttavia posso strofinarmelo da vestito, naturalmente fermandomi preventivamente prima di eiaculare. Potrebbe succedere che un giorno Silvia abbia pena di me e mi permetta di masturbarmi fino in fondo mentre la guardo.
Marco e Silvia sono ora di fronte a me e si stanno baciando appassionatamente. Lei gli lecca le labbra e mi ritorna in mente come era bella la sensazione della sua lingua umida sulla mia bocca, e come era eccitante il suo alito caldo e profumato.
La mia ragazza si inginocchia e inizia a slacciargli i pantaloni, li abbassa e sfila dagli slip bianchi un pene moscio e ricurvo. Inizia a leccarglielo, a ciucciarglielo, mentre con la mano gli accarezza lo scroto che va irrigidendosi come turgido diviene il pene.
Tra le labbra morbide e rosse di Silvia, lambito dal caldo respiro, ora c'è un cazzo eretto duro e venato che magnifico si erge dal ventre appena appannato da un cuscinetto di grasso e dai peli pubici neri e ricci.
Il pene: il mio è ben poca cosa in confronto al suo, ed accetto la superiorità di Marco. Osservare il suo bellissimo uccello tra le ingenue mani di Silvia è un piacere suadente: un fascio di nervi si tende e si gonfia, compatto a formare quel sublime monolite marmoreo, ma che mantiene intatta l'elasticità e la resistenza rendendolo flessibile e forte, come un braccio muscoloso intento a colpire la vittima inerme.
Capolavoro assoluto della natura è bello tanto più è grandioso (per fare l'amore forse non serve grosso, deve essere ben usato, ma da vedere, da maneggiare, un cazzo grosso si erge orgoglioso sopra ogni piccolo pene).
Silvia sta sorridendo mentre guarda negli occhi il suo amante e con la fredda delicata mano masturba l'infuocato cazzo.
Mi strofino l'uccello. Tra la mia mano vogliosa e l'insignificante pisello ci sono i jeans e i boxer.
-Sdraiati e spogliati- fa lei accattivante. Lui si spoglia e si butta sul letto nudo in un batter d'occhio. Silvia mi guarda e sorridendo maliziosa inizia a spogliarsi della veste di seta.
Un corpo flessuoso, sodo, stupendo ed eccitante si schiude alla mia vista: una dea.
Il seno bianco si staglia sul torace abbronzato, la pelle liscia e giovane brilla alla luce.
Si volta e mostrando le gioie del suo fondoschiena, sfila le mutandine che esitano ad abbandonare l'incavatura tra i glutei tondi e ben costruiti: lì dove umido si trova il paradiso della mia immaginazione, lì dove tra poco la mia ragazza permetterà a Marco di appagare il proprio piacere, lì dove a me non è più consentito andare. Indugia appositamente a liberarsi del perizoma per aumentare lo struggimento dell'attesa.
Ho il cazzo duro e la mia mano l'accarezza.
Marco si maneggia l'asta ed io lo guardo compiaciuto vedendo i testicoli carnosi agitarsi su e giù.
Silvia si siede, facendo scivolare le mutandine arrotolate lungo le gambe e infine passandole dai bei piedi nudi, le toglie e me le getta addosso (lei è buona ma io so di non avere il permesso di toccarle con le mie zozze mani).
La dea dell'amore si getta su Marco che impaziente attende i suoi servigi. Quando lei inizia a leccargli il glande, Marco sposta i capelli mori e lunghi della mia ragazza in modo tale che io possa vedere meglio.
-Avvicinati a vedere come è brava la tua ragazza, guardone!- Marco si prende gioco di me, ma io schifosamente arrapato mi avvicino. Sono lì a pochi centimetri dalla bocca di Silvia che è sul carnoso sesso del proprio amante e sento l'odore del pene.
A Silvia piace sentire quell'odore e così consiglia ai suoi amanti di non lavarsi i genitali nei giorni in cui hanno gli appuntamenti.
Quell'odore acre e forte ora impregna certamente il fiato della mia dolce dea, che per questo più eccitata mi guarda e con l'animo gentile che le è proprio, mi lecca la bocca e il naso. Avverto ora più forte l'essenza di Marco che adesso è anche su di me.
Ho l'uccello che già mi scoppia: smetto di tastarlo o vengo.
Lei riprende a smaneggiarglielo mentre mi guarda divertita, gli lecca il glande e poi mi bacia e poi di nuovo e infine mi chiede di leccarlo insieme a lei.
Io accetto e a contatto con le labbra di Silvia ora lusingo il pene del suo amante.
Il sapore è strano, quasi salato. Silvia si scosta un po' e mi fa cenno di continuare, Marco mi guarda senza mostrare nessuna emozione particolare (forse era già a conoscenza dei piani di Silvia), così inizio a darmi da fare su quel bel cazzo cicciottello.
Lo succhio lo lecco, so cosa può far piacere ad un uomo, intanto con la mano glielo agito in su ed in giù. Silvia mi scosta la testa e riprende a spompinarlo di gusto, vedo quell'asta di carne umidiccia entrare nella bocca di Silvia, lo vedo sprofondare tra le rosse morbide labbra, sulle quali si va a formare un accumulo di saliva che presto comincia a scivolargli giù fino al mento, da dove gocciola e raggiunge il lenzuolo.
Io continuo a fargli la sega.
Sta per venire, sia io che la mia ragazza lo sappiamo, così lei si stacca dal grondante cazzo ed aspetta la venuta di sborra, mentre io continuo a maneggiarglielo con destrezza.
-Siii- ansima Marco ormai prossimo all'orgasmo.
-Dai! Vienimi in bocca- supplica Silvia.
Io accelero il moto della mia mano e faccio sborrare il pene di Marco in bocca e sulla faccia della mia ragazza.
Una schiuma biancastra viene spruzzata intermittente sul viso celestiale della mia dea, che accoglie il seme del suo amante placida e divertita.
Sento il piacere di Marco attraverso la mia mano, ma purtroppo a me non è permesso avere un orgasmo in presenza della mia ragazza, così anche se il mio uccello è in fiamme, per provare piacere, aspetterò finchè i due amanti saranno nuovamente pronti per fare sesso, e quella volta sarà Silvia ad essere appagata.
Io intanto attendo.

 

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