A casa come al solito non c'era nessuno quando Anna tornò dalla scuola.
Entrambi i genitori erano al lavoro. Si preparò il pranzo e poi mangiò
davanti alla tv. Di lavare i piatti dopo che aveva appena pranzato non se ne
parlava neanche. Andò in camera sua, prese Donna Moderna e si distese sul
letto a leggere. Ma la foto di un bel ragazzo moro le ricordò Roberto.
Era sempre stata innamorata di lui, sin da piccola. Purtroppo era da molto
che non lo vedeva più, perché era andato in America a studiare. Il desiderio
le fece infilare la mano nelle mutandine bianche della Sloggi che a lui
piacevano così tanto. Si accarezzò delicatamente, cercando di imitare i suoi
modi. Si sforzò di ricordare dell'ultima volta che si erano donati quel
piacere nascosto del quale ora sentiva la mancanza.
Ma lo squillo del telefono interruppe tutto. Anna corse a rispondere.
"Pronto, chi è ?"
" Ciao Anna, sono io--"
" Roberto sei tornato, sono contentissima. Dimmi, sei ancora all'aeroporto?
Dai fai presto a tornare a casa."
"Non torno a casa. Ho un amico che mi ospiterà per un po', e poi si vedrà.
Dillo tu a mamma e a papà, io adesso non ho proprio voglia di cibarmi le
loro opposizioni."
" Ma io voglio rivederti!"
"Per il momento sarebbe meglio non vederci"
"Ti prego Roberto--.ti supplico, mi sei mancato da morire!"
" Ok, vediamoci tra un ora al solito posto".
Quando lo vide seduto sulla panchina del parco, la voglia di baciarlo si
fece incontenibile e cominciò a correre. Ma Roberto non ricambiò tanto
entusiasmo. Aveva l'aria di chi ha preso una decisione sofferta e non vuole
assolutamente recedere. Anna lo intuì subito, tuttavia sperava di fargli
cambiare idea. Con la sua minigonna mozzafiato e la maglietta attillata
credeva di riuscire nel suo intento, e quando mise la mano sulla patta dei
pantaloni di Roberto, l'erezione che sentì la rassicurò. Ma ciò non fece
altro che rendere in Roberto ancor più forte il proposito di andar via di
casa a tutti i costi.
" Accidenti Anna, ma lo vuoi capire che non si può continuare così!".
Erano ormai le ore 17, ma non se la sentiva di tornare a casa. Vagò per un
po' nel parco finché non si ricordò di Marco. Le amiche l'avevano messa in
guardia, le avevano detto quanto fosse "stronzo" e di quante ragazze avesse
fatto soffrire. Provò a telefonargli, ed ovviamente fu subito invitata ad
andare a casa sua. Dovette suonare un bel po' prima che Marco le aprisse la
porta.
" Ah, finalmente ti sei decisa a venire. Dai avvicinati che voglio
baciarti."
Anna fece tutto quello che gli diceva. Prima si spogliò completamente, e
quindi, spinta dalla mano del ragazzo, avvicinò la bocca al cazzo già in
erezione. Pensò che una cosa simile l'aveva fatta solo con Roberto, ma cercò
subito di non pensarci, altrimenti sarebbe stato tutto inutile. Tuttavia
quando sentì il cazzo entrarle nella fica non poté proprio fare a meno di
pensare di nuovo a Roberto, a quanto aveva desiderato dividere con lui quel
momento.
Solo quando Marco finì di scoparla, Anna avvertì il dolore. Spaventata,
corse in bagno e appena si voltò si accorse delle piccole gocce di sangue
che aveva lasciato dietro di sé. Il ragazzo la seguì in bagno e le gettò un
assorbente ai suoi piedi
" Prendi questo, è della ragazza che è venuta prima di te"
Contrariamente al solito Anna ci mise tanto a farsi la doccia. Questa volta
sentiva che ci sarebbe voluto molto per togliere l'odore di quella
esperienza. E poi l'acqua calda che scivolava sul suo corpo le sembrava
l'unica fonte di calore in grado di contrastare la terribile sensazione di
freddo che improvvisamente aveva cominciato a provare.
Guardò l'orologio e vide che era tardi. Si ricordò che non aveva avvertito i
genitori che sarebbe uscita quella sera. Si rivestì velocemente e quando
giunse in strada si mise a correre, e mentre correva non riuscì più a
trattenere le lacrime. |